Il dolore
Riapre la casa natale di Puccini
Marco Innocenti
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La casa di Puccini (sullo sfondo) e (da sinistra) il notaio Luca Nannini, Simonetta Puccini, Giovanni Cattani, Gabriella Biagi Ravenni e Stefano Baccelli dopo la firma del contratto La Fondazione CdR l'ha acquistata dalla nipote del maestro, Simonetta
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LUCCA. Sarà riaperta al pubblico, da settembre, la casa natale di Giacomo Puccini in corte S. Lorenzo. Non è un sogno, ma la realtà dopo la firma di ieri mattina sul contratto nel quale Simonetta Puccini, nipote ed erede del maestro, cede alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca la proprietà dell'immobile per 750mila euro, più altri 800mila, in due anni, che le verranno versati per il restauro della casa museo di Torre del Lago. Dopo anni di liti (da sei il museo è chiuso, con grande scandalo per turisti e lucchesi) la trattativa era ripartita in tutta segretezza in agosto, ma stavolta a confrontarsi con Simonetta non c'erano più Comune e Fondazione Puccini (insanabile il contrasto tra l'erede del compositore e la presidente Gabriella Biagi Ravenni), ma la Fondazione Cdr guidata da un grande appassionato di musica come il presidente Giovanni Cattani, sostenuto nell'iniziativa dal Cda e dall'organo di indirizzo. Ieri, nella sede della Fondazione nel complesso di S. Micheletto, davanti al notaio Luca Nannini le parti hanno raggiunto l'accordo definitivo e firmato l'atto. Poco prima (come diciamo in altri servizi) era stato ratificato davanti al notaio anche l'acquisto della chiesa-convento di S. Francesco che per 4,7 milioni la Fondazione ha comprato dal Comune per destinarla a sede del campus della scuola di alti studi Imt. Grande la gioia dei rappresentanti delle istituzioni lucchesi per aver recuperato alla città la casa natale di Puccini, destinata ora a diventare centro culturale di attrazione in campo internazionale, con evidenti ricadute anche sul piano turistico economico. Quasi rammaricata invece Simonetta, che non ha nascosto un certo rincrescimento sul piano personale, pur dicendosi felice che la città possa ora riaprire al pubblico la residenza in cui il celebrato nonno vide la luce. «Sono commosso - ha commentato Cattani -. Era davvero una vergogna per la città dover tener chiusa la casa del maestro. Ora i lavori di ristrutturazione potranno essere completati. Si restaureranno anche i mobili e gli arredi. A Simonetta vanno però cinque oggetti che ha voluto portare nella casa di Torre del Lago per una questione di affezione personale. Venticinque anni fa Puccini era quasi un estraneo nella sensibilità dei lucchesi, poi c'è stata una sorta di escalation nel recupero della conoscenza e nella valorizzazione. Fondamentale ritengo sia stata l'iniziativa dell'Associazione Industriali e del Rotary nel volere la statua messa in piazza Cittadella, davanti alla casa. Richiama decine di migliaia di turisti ogni anno, che restavano peraltro delusi nel trovare chiusa la casa del compositore. È proprio una grande gioia per noi aver recuperato la dimora di Puccini, spero sia il primo passo per fare davvero di Lucca la città della musica, che tutti vorrebbero, ma che non ha mai cominciato ad essere». I tempi perché si possa partire su questa strada sembrano rapidi, come ha spiegato il geometra Franco Mungai, della Fondazione: «Se non ci saranno intoppi nelle pratiche burocratiche, il museo potrebbe essere aperto per il prossimo Settembre Lucchese. I lavori sono tutti finanziati: dobbiamo completare il consolidamento statico, la pavimentazione, il restauro dei decori e degli affreschi delle pareti e gli allestimenti del museo». Nel quale resta tra l'altro il prezioso pianoforte del maestro, che Simonetta ha lasciato. Ma la nipote di Puccini ha ottenuto di poter portare a Torre del Lago nove messaggi autografi inviati dal nonno in fin di vita a Bruxelles, la partitura autografa della composizione "Capriccio sinfonico", uno stemma ovale del casato, il ritratto del maestro dipinto da Luigi Conconi e un lampadario a tre braccia e sei luci. Sarà la Fondazione a chiede alla Soprintendenza l'autorizzazione a scorporare questi beni che si trovano nella casa di Lucca perché possano essere portati a Torre del Lago. «Nel laciare alla città la casa del nonno - ha detto Simonetta - c'è in me un certo rincrescimento, ma mi rendo conto della situazione e della giusta pretesa della città di poterla aprire al pubblico. Alla decisione ha certamente contribuito l'intervento della Fondazione per il museo di Torre del Lago, che necessita di lavori urgenti e importanti, per i quali non godiamo di alcun finanziamento. Manteniamo il museo con gli sforzi della mia fondazione. Ora mi auguro che Lucca sappia conservare e valorizzare la casa natale di Puccini, non vorrei assistere ad un eccessivo sfruttamento commerciale del nome e della figura di mio nonno. Auspico che in futuro ci possa essere un'utile collaborazione tra tutte le sedi museali del territorio». ALTRO SERVIZIO A PAG. 21
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