Il Tirreno

Lucca

Mensa, lo scontro si radicalizza

Nadia Davini

Genitori insoddisfatti delle proposte avanzate dall'amministrazione

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 LUCCA. Niente dieci centesimi di riduzione, la richiesta del comitato è chiara: tornare alla tariffazione del buono pasto dell'anno scorso ed eliminare gli indicatori di benessere scelti, cioè il consumo medio di luce e gas. Non un passo indietro da parte del comitato "protesta buoni pasto Lucca", che anche in questi giorni di vacanza scolastica si riunisce abitualmente studiando le prossime mosse, soprattutto dal 10 gennaio (giorno di riapertura delle scuole) in poi.  Sono genitori "affamati" di giustizia che non accettano l'idea di pagare 4,40 euro al giorno di buono pasto per un cibo ritenuto scadente, sicuramente non migliore rispetto all'anno passato, quando il costo era di 3,10 euro.  «Nelle nostre richieste siamo molto chiari e decisi, - spiegano i genitori del comitato, - non accettiamo la modifica degli indicatori, quello che chiediamo è l'eliminazione di quei criteri scelti. Non è possibile valutare il benessere di una famiglia attraverso il consumo di luce e gas: è ingiusto e noi continueremo a protestare. È esattamente quello che abbiamo detto venerdì 24 nella commissione comunale sulla questione del caro mensa: inoltre le domande per la riduzione presentate ammontano a 386 su una platea di oltre 2000 famiglie».  E il dato, indubbiamente, ha la sua rilevanza. Lo sciopero del buono pasto, dunque, sembra destinato a continuare, in modo sempre più organizzato, già dal primo giorno di riapertura delle scuole.  «In questi giorni ci stiamo trovando, - continuano i genitori - ci sono nuove adesioni. Sempre più scuole vogliono partecipare al panino day e l'idea è quella che se il Comune non ci dà risposte commisurate alle nostre richieste lo sciopero diventerà generale».  La proposta di riduzione dei dieci centesimi è considerata "ridicola" dai genitori, sempre più decisi ad andare avanti nella mobilitazione e a diventare interlocutore principale per il sindaco rispetto a possibili trattative o soluzioni.  «Nel corso della riunione sulla questione mensa - concludono i genitori - il sindaco ha parlato per un bel po' di minuti su come poter allargare la quantità di consumo di luce e gas prevista attualmente nei moduli consegnati alle famiglie per la richiesta di riduzione. Il fatto però è sostanzialmente un altro: per il comitato questi indici sono iniqui e falsificano la reale situazione economica e di benessere delle famiglie lucchesi. Ed è una cosa che non è sfuggita ai consiglieri comunali, visto che a cinque a mezzogiorno la seduta è stata sciolta perchè mancava il numero legale, con i consiglieri che se ne erano andati via per non votare le proposte fatte dal sindaco».  Nei prossimi giorni il comitato si riunirà ancora: al 10 di gennaio non manca poi molto tempo.  Intanto stamani alle 12, all'Agorà, la commissione mensa dei genitori dovrebbe incontrare l'assessore Donatella Buonriposi e i tecnici dell'ufficio scuola.  Al centro del confronto soprattutto la qualità del servizio mensa.  I genitori dei bambini chiedono di poter accedere senza preavviso al centro cottura e, in particolare, di poter verificare cosa non va tra il momento della cottura dei cibi e quello della sporzionatura nelle varie scuole, a volte a distanza di oltre due ore. Controlli analoghi li chiedono anche all'amministrazione comunale.

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