Sicurezza
Era la banda delle slot machine
Domenico Tani
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La polizia illustra i particoilari dell operazione (Vip) La polizia blocca tre albanesi dopo una serie di furti nei bar
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LUCCA. La polizia ha sgominato un'agguerrita banda formata da tre albanesi che nel periodo natalizio ha messo a segno furti ai danni di bar, svaligiando le slot machine. Grazie alla collaborazione di alcuni commercianti, nel giro di poche ore i tre stranieri sono stati catturati. Il personale delle Volanti ha recuperato anche gran parte del bottino per un totale di 5500 euro in contanti. I tre stranieri sono tornati liberi. A illustrare i dettagli dell'operazione il capo di gabinetto Maurizio Ferraioli e l'ispettore Roberto Amore. Le indagini hanno preso il via alla vigilia di Natale, quando il titolare del bar David in via del Brennero ha chiamato la polizia perché tre persone avevano forzato le slot machine. Sono intervenute alcune volanti della polizia coordinate dall'ispettore Amore. In breve tempo i poliziotti sono riusciti a risalire ai tre autori del furto: nei pressi del Bar Catelli a San Vito, dove avevano tentato di mettere a segno un altro colpo analogo. Le loro mosse non erano sfuggite all'occhio del sofisticato sistema di sicurezza del bar Catelli, che ha ripreso tutte le mosse del terzetto. Una volta bloccati e identificati come cittadini albanesi di 29 e 22 anni con regolare permesso di soggiorno, i tre sono stati trasferiti in questura. Due sono residenti a Milano dove lavorano come operai, il terzo abita a Massa e fa il badante. Indosso gli sono state trovate banconote per un totale di 1500 euro. I poliziotti sono riusciti a risalire a un'Opel Vectra (di proprietà di un cittadino italiano che abita a Milano) in uso ai tre albanesi. Dopo una perquisizione del veicolo i poliziotti sono riusciti a recuperare due autoradio, un borsone con circa 4000 euro di monete per un peso di 15 chili e una chiave passepartout che con una particolare tecnica permette di aprire le slot machine per impossessarsi del denaro. Sono state sequestrati anche una serie di altri attrezzi che servono per lo scasso. Il proprietario dell'auto, già noto alle forze dell'ordine, risulta intestatario di altri quaranta mezzi. Gli investigatori della polizia sospettano che si tratti di un prestanome per coprire attività illecite. Nella tasca di uno dei fermati è stato trovato uno scontrino del bar Energy di San Colombano. I poliziotti si sono recati nel locale e insieme al proprietario hanno controllato le macchinette per il gioco. A prima vista tutto era a posto, ma dopo un attento controllo è stato appurato che le cassettiere del denaro erano state forzate. La polizia sospetta che il terzetto sia riuscito a mettere a segno altri colpi del genere.
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