Il Tirreno

Lucca

DISPARITÀ DA SANARE

I consiglieri comunali chiedono l'adeguamento del gettone

Alessandro Petrini

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  LUCCA. Sul fronte del gettone di presenza dei consiglieri comunali non c'è inflazione o caro euro che tenga. Del resto l'ultima volta è stato ritoccato nel luglio del 2000, quando fu portato a 115mila lire lorde che poi nel 2002 sono state convertite in 59,39 euro per ogni consiglio o commissione al quale si partecipa. Da quel momento non è più cambiato niente, la competenza in materia è passata direttamente al ministero degli Interni e il panorama si presenta piuttosto frastagliato, al punto che in Toscana ci sono città come Massa e Pisa che pagano più di 100 euro la presenza dei loro consiglieri. Due casi limite che però hanno sollecitato la presidenza del consiglio comunale a invocare «un adeguamento del gettone di presenza rispetto a quello mediamente determinato da amministrazioni comunali capoluogo» della Toscana. Esplicitamente quindi si esclude ogni richiesta di aumento, come del resto ha spiegato anche il presidente del consiglio Franco Fabbri, ma si vuole che siano eliminate disparità tra città che hanno dimensioni e caratteristiche simili.  A essere votato all'unanimità però è stato l'emendamento della consigliera Cecilia Carmassi (Pd) che chiede di sollecitare il ministero per adottare un nuovo decreto di adeguamento per assicurare equità e omogeneità nel trattamento dei consiglieri eletti negli enti locali a seconda di dimensioni e altri parametri citati nel decreto ministeriale 199 del 2000.

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