La manifestazione
Un anno fa la piena: il punto sulla situazione delle imprese secondo Confartigianato e Cna
Una ripresa difficile dopo il disastro
Barbara Antoni
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Unazienda alluvionata un anno fa lungo la via Sarzanese 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Un anno difficile, superato in primo luogo grazie alla forza di volontà. Così è stato il 2010 per le aziende con sede in Oltreserchio, quelle che il 26 dicembre del 2009 furono invase dalle acque del fiume che aveva rotto l'argine a Ponte San Pietro. Nel corso di questi dodici mesi, gli imprenditori non sono stati a guardare ma si sono rimboccati le maniche, come spiega il direttore di Confartigianato Roberto Favilla. È stato importante l'aiuto ricevuto dalla Regione: da 5.500 a 92mila euro (in percentuale calcolata sul totale dei danni subiti per ogni singola azienda) i contributi erogati a fondo perduto (dati di Confartigianato). A cui si aggiungono 330mila euro (per il totale di imprese) di credito a condizioni agevolate erogati da Fidi Toscana. «Le aziende dell'Oltreserchio nostre iscritte, che un anno fa sono state colpite dall'alluvione - spiega Favilla - hanno tutte ripreso l'attività. Quasi tutte hanno potuto beneficiare del contributo regionale (non erogato solo a quelle con richieste danni complessive inferiori a 10.500 euro, ndr) e tutte quelle che hanno avviato l'istruttoria di finanziamento con Fidi Toscana sono andate a buon fine». «Devo dire - continua Favilla - che in generale ha prevalso anche il senso della responsabilità. Le aziende si sono date da fare per ritirarsi su. Mi auguro che adesso, con tutti i problemi di maltempo che abbiamo visto in questi giorni, ci sia più attenzione per salvaguardare anche le imprese. Se così non fosse, sarebbe una beffa». Cna mette le mani avanti. Sullo stato di salute delle aziende dell'Oltreserchio un anno dopo la piena, «una ricognizione adeguata sarà effettuata nel mese di gennaio, per capire meglio, in quale misura e con quale efficacia gli interventi e il sostengno delle risorse messe a disposizione hanno funzionato», fa sapere il direttore Stephano Tesi. Al momento, «in base a un nostro monitoraggio - continua Tesi - la situazione nell'area di Santa Maria a Colle non è ancora del tutto ripristinata. Siamo al 60 per cento delle opere da fare per riportare l'area alla piena attività e alla normalità. In tutto sono circa una quarantina le aziende che hanno subito danni: alcune sono riuscite a passare questa annata grazie alla cassa integrazione, che ha evitato conseguenze per i dipendenti; ma altre, e sono la maggior parte, sono state costrette a interrompere la produzione o nel migliore delle ipotesi, a ridurla. E si tratta, in questi casi, anche di periodi molto prolungati di problemi. È certamente una situazione di profondo disagio, in un anno nero per tutta l'economia del territorio provinciale», continua il direttore di Cna. Il quale mette l'accento anche sugli aiuti economici alle imprese, che «sono in ritarlo. Bisogna fare di più e accelerarli perché non possiamo permettere alle aziende di restare inattive o di produrre a mezzo servizio. Non siamo nelle condizioni di farlo».
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