Il dolore
Intanto gli enti pubblici tentano la scalata alla maggioranza delle quote
Tassignano, arrivano i soldi
Arianna Bottari
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Laeroporto di Tassignano In pagamento novembre e parte della tredicesima
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LUCCA. Buone notizie per i dieci dipendenti dell'aeroporto di Tassignano. Sindacati e rappresentanti della Alt si sono incontrati la vigilia di Natale e dalla riunione è emerso che finalmente i lavoratori riceveranno una mensilità (quella di novembre) e una parte della tredicesima. Nel frattempo la società ha finito di pagare il mese di ottobre. Una boccata di ossigeno, dunque, per i lavoratori, che da mesi vivono senza uno stipendio fisso a causa delle pessime condizioni in cui si trova la Alt e con un socio privato (che detiene l'80 per cento delle quote) che ancora non ha deciso se ricapitalizzare o no. «Lo stipendio di ottobre è stato pagato proprio la vigilia di Natale - spiega il segretario provinciale di Uil Trasporti Simone Marsili -, ora dovrà essere versata una parte della tredicesima ed entro la fine del mese dovrebbe arrivare anche lo stipendio di novembre, così come era stato inserito nell'accordo firmato un mese fa ma che fino a questo momento non era stato rispettato». Marsili ha incontrato nel pomeriggio del 24 dicembre i vertici di Alt: l'amministratore delegato Vittorio Scabbia, il presidente Piero Giampaoli ed il direttore Giorgio Giorgi. La riunione è avvenuta all'indomani della decisione presa dal consiglio provinciale di ricapitalizzare le proprie quote, come già avevano fatto nelle scorse settimane il Comune di Capannori e la Camera di Commercio (in tutto i soci pubblici detengono il 20 per cento della Alt). «Ci è stato comunicato che sono in arrivo inaspettate entrate e che sarà grazie a queste che diverrà possibile pagare i dipendenti - prosegue Marsili -. Le difficoltà, però, rimangono. Le ricapitalizzazioni deliberate dai soci pubblici ci rinfrancano, ma l'atteggiamento del socio privato ci preoccupa. Sogeal (la società detenuta da Bonansea che detiene la maggioranza di Alt) ha tempo fino al 2 gennaio per sottoscrivere la ricapitalizzazione (800mila euro, ndr), ma temiamo che il privato sia ormai pronto a tirarsi indietro. Proprio per il permanere di questa situazione di incertezza, dichiareremo lo stato di agitazione». Intanto, nel caso in cui anche Bonansea (che ha acquistato Sogeal alla fine dell'estate scorsa da una società russa) decidesse di abbandonare, i soci pubblici si sono messi in condizione di esercitare il diritto di prelazione sulle quote del socio (in questo caso quello privato) non ricapitalizzate. In effetti si parla sempre più insistentemente di un tentativo di "scalata" da parte dei soci pubblici, fino ad arrivare al 51 per cento. Torna però in auge anche l'ipotesi di una cordata di imprenditori locali pronti ad entrare in scena. «L'importante - chiude secco Marsili - è che chiunque arrivi o detenga la maggioranza sia in grado di presentare un piano di sviluppo credibile e fattibile, per dare un futuro alla struttura ed ai suoi dipendenti».
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