Gioco
Lassessore comunale Bandoni assicura limpegno per il rilancio dellattività
Giglio, tappe forzate per la fondazione «Una chimera gli "Amici" di Casali»
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Uno spettaccolo al Giglio 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Subito la fondazione del Giglio. Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd, ribadisce che il Comune deve avviare la trasformazione dell'azienda speciale senza perdere altro tempo per correre dietro alle chimere del presidente, Aldo Casali: una su tutte l'associazione Amici del teatro che in 2 anni ha portato solo 50mila euro di contributi al Giglio. L'assessore alla cultura, Letizia Bandoni, assicura che sta per cominciare una nuova era per il teatro. E sottolinea che questa nuova era comincerà con la sostituzione del direttore generale, Luigi Angelini, in pensione dal 1º gennaio. In realtà tutto il consiglio comunale vuole che il rilancio del teatro parta dall'azzeramento del consiglio di amministrazione, per poi estendersi anche alla sostituzione del direttore generale e del direttore artistico (che avrebbe un contratto valido ancora per un altro anno). In questo senso ha approvato un ordine del giorno all'unanimità, come evidenzia lo stesso Tambellini: «L'intero consiglio comunale - evidenzia il capogruppo del Pd - ha preso atto della situazione imbarbarita al teatro, per i difficili rapporti tra il cda e il personale. E ha valutato un fatto grave la scelta del consiglio e del presidente di disattendere indicazioni di gestione, molto precise, date dal consiglio comunale con un precedente ordine del giorno, datato febbraio 2009». Di questa situazione - attacca Tambellini - è responsabile anche l'assessore Bandoni «che solo dopo il consiglio comunale parla di un progetto di rilancio del teatro, attraverso una collaborazione con la Pergola di Firenze e attraverso l'erogazione di contributi da parte del ministero dei Beni culturali. Ma siamo sicuri che questi soldi ci siano veramente? E su che cosa si basa l'accordo con il teatro fiorentino?». Tutte domande alle quali l'assessore Bandoni non dà risposte dettagliate. In compenso, fa presente di aver incontrato anche ieri mattina i lavoratori del teatro, ancora sul piede di guerra per i problemi contrattuali. L'assessore alla cultura sottolinea di aver avuto questo incontro (in vista della riunione del cda, in programma per lunedì) insieme al presidente del teatro, fingendo di ignorare che proprio Aldo Casali è il principale artefice del deterioramento dei rapporti sindacali. Tanto che ringrazia solo «il presidente e il consiglio di amministrazione che, responsabilmente, prima di lasciare il loro ruolo, si sono impegnati nel portare a termine alcuni importantissimi progetti di collaborazione da loro proposti, che sono di fatto una parte importantissima del rilancio cultura del teatro lucchese». Di questi progetti, però, la città resta all'oscuro. Non a caso anche il segretario comunale del Pd, Patrizio Andreuccetti, ribadisce la necessità di un'inversione di rotta culturale al Giglio. Segno che la programmazione portata avanti finora non è stata ritenuta efficace. «Una della mie prime rimostranze come segretario comunale del Pd - scrive Andreuccetti - è stata quella di chiedere al teatro una drastica inversione di rotta, sia per la gestione economica e artistica sia per la tutela dei lavoratori. La prima cosa da fare è trasformarlo in fondazione partecipata e ridare ai dipendenti la dignità perduta. Nella nostra provincia bisogna tornare a "mangiare di cultura": Italia e cultura sono sinonimi e Lucca è storicamente un fiore all'occhiello di questo binomio. Tutto il resto è noia, compreso Favilla che scarica su altri enti le responsabilità dei buchi nel bilancio».
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