Il Tirreno

Lucca

Comunità montane addio, nascono le unioni di Comuni

Alessandro Petrini
La conferenza stampa di ieri
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La conferenza stampa di ieri

La trasformazione nel 2011. La Provincia: «Le piccole amministrazioni non rimarranno sole»

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 LUCCA. Il futuro delle Comunità montane è l'Unione dei Comuni. Questo almeno in Toscana, dove si punta su questo modello per mantenere la governance territoriale. Dall'anno prossimo la Regione ha deciso di concentrare tutti i finanziamenti, di cui oggi godono le amministrazioni che svolgono in convenzione funzioni associate, sulle sole Unioni di Comuni con l'obiettivo di farle crescere. Con due comunità montane (Mediavalle e Garfagnana) e l'unione dei comuni dell'Alta Versilia, sono 27 i Comuni della provincia direttamente coinvolti in esperienze associative con un bilancio complessivo di 30 milioni di euro, 23 milioni di pagamenti effettuati grazie anche all'assenza dei vincoli del patto di stabilità e a fronte di due milioni di euro di costi da parte della Regione per il trasferimento delle deleghe che sono principalmente la bonifica, l'agricoltura e la forestazione. «In più svolgono almeno una quindicina di funzioni associate)», spiega il presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani che poi, a fronte delle polemiche degli ultimi giorni tra l'Unione delle Province e la Regione, ringrazia la Provincia di Lucca per essersi schierata a favore del mantenimento delle competenze alle Unioni dei Comuni: «È ancora più importante che le deleghe vengano mantenute nei territori. E' in quest'ottica che si riconoscerebbe alle Unioni dei Comuni, derivanti dalla trasformazione delle Comunità montane, l'attuale governance locale e gestione delle funzioni regionali, il riconoscimento del ruolo di ente di riferimento per le politiche delle zone montane e marginali, il mantenimento delle risorse necessarie all'operatività delle attuali strutture».  «L'Unione dei Comuni sembra essere l'assetto istituzionale ideale sia in termini di rappresentatività istituzionale sia in termini di governance per incrementare il livello di competitività delle diverse aree territoriali - conferma il presidente della Provincia Stefano Baccelli -, noi abbiamo soltanto raccolto l'appello dei piccoli comuni che hanno il timore di essere lasciati soli. Così il confronto imboccato con la Regione ha imboccato una via positiva e si inizia a pensare all'Unione dei Comuni come a un modo per salvaguardare le dimensioni e a razionalizzare i servizi ai cittadini». Soddisfatti i presidenti delle Comunità montane della Garfagnana e della Mediavalle, Mario Puppa e Nicola Boggi, per i quali «la frammentazione avrebbe portato risultati drammatici in termini di governo del territorio annullando anche la professionalità interna maturata negli anni con l'esercizio delle deleghe. Questa trasformazione è un compromesso e noi saremo soddisfatti se la Regione accoglierà fino in fondo le nostre istanze lasciandoci pari dignità e autorevolezza». Sulla stessa linea anche Nicola Boggi, presidente della Comunità montana della Mediavalle.

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