Attenzione
Bagni di Lucca, scoppia il caso
Casinò, attacco del Pd al Comune
Claudia Ponziani
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BAGNI DI LUCCA. Chiede chiarimenti sull'attuale situazione del Casinò delle Terme il consigliere di minoranza Valeria Catelli (Pd) all'ultimo consiglio comunale. «Il Casinò delle Terme ha chiuso i battenti da due mesi e mezzo, in attesa, si legge sul cartello alla porta d'ingresso, dell'installazione della VideoLottery, e la società Bakoo che gestisce il Casinò in ottobre ha ceduto l'85% delle azioni alla Bonver Group Italy, società "made in repubblica ceca" che controlla 65 case da gioco a Praga e in Europa centrale - ricorda Catelli -. Il contenzioso tra Comune e la Bakoo ha provocato la decisione unilaterale della società di autoridursi il canone di affitto». Il consigliere chiede che il Comune riferisca «quali sono gli attuali rapporti con la Bakoo, quali sono le prospettive del sogno con cui si è preteso di far dimenticare ai cittadini il crescente degrado». Chiede inoltre Catelli «se esistano e quali siano i rapporti del Comune con la Bonver, se il contenzioso con la Bakoo non abbia allontanato la Bonver dalla possibile scelta di Bagni di Lucca come sede amministrativa con conseguenti ricadute positive sia in termini occupazionali che sociali (la Bonver dovrà reperire sul territorio una cinquantina tra tecnici e impiegati e destina ogni anno quota dei proventi ad attività sociali, educative e sportive)». Risponde il sindaco Giancarlo Donati: «Non c'è stato nessun contatto ufficiale con la Bonver, e non c'è stata alcuna comunicazione ufficiale dell'avvenuto acquisto delle quote all'85 per cento. Credo che il Casinò riapra». Replica Catelli: «Auspichiamo che il contenzioso con la Bakoo vada a buon fine per il bilancio comunale». Segue un'altra interpellanza di Catelli. Il consigliere Pd chiede se sia in corso il restauro della storica lapide di marmo che si trovava sul ponte del torrente Camaione: «La lapide, precaria per l'incuria come molte altre strutture, non è più al suo posto. Necessitava un adeguato restauro, l'epigrafe è illeggibile». «La lapide non c'è più - risponde il sindaco -. Verificheremo che fine abbia fatto. Forse è cascata in acqua». Catelli segnala altri "gioielli" bisognosi di restauro, prima che facciano la fine della lapide, come le pietre vicino al tempietto Demidoff.
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