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Lucca

Servono 720 milioni per essere al riparo da frane e alluvioni

Il professor Raffaello Nardi, appena riconfermato come Autorità di Bacino
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Il professor Raffaello Nardi, appena riconfermato come Autorità di Bacino

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 LUCCA. Causa le ingenti piogge previste, la protezione civile decreta lo stato di allerta fino alle 24 di domani. Ma l'Autorità di Bacino, il professor Raffaello Nardi, si dice ottimista. E presenta la sintesi dell'adozione dell'aggiornamento dei progetti di piano di bacino per l'assetto idrogeologico del Serchio e per il lago di Massaciuccoli, entrambi approvati martedì a Roma dal comitato istituzionale dell'autorità di bacino del Serchio presieduto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo; 385 milioni di euro di investimenti per la prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico, altri 338 per il rischio frane.  I finanziamenti necessari per il rischio idraulico si ripartiscono in 150 milioni per le priorità, 163 milioni per gli interventi di seconda fascia e altri 72 milioni per il lago di Massaciuccoli, che si trova tre metri sotto il livello del mare e ha nel suo bacino quattro zone industriali. Tra gli interventi principali c'è la necessità di rinforzare e rialzare gli argini del Serchio. Un primo intervento li dovrebbe portare fino a portata massima di 2.500 metri cubi al secondo (nell'alluvione del dicembre 2009 si sono toccati i 1.800 metri cubi al secondo) per poi arrivare fino alla soglia di 3.500 metri cubi in modo da poter contrastare anche eventi di portata straordinaria che secondo le statistiche hanno una ricorrenza intorno ai duecento anni. L'ultima portata del genere si è registrata il 2 ottobre del 1836.  Analizzando punto per punto, gli interventi principali riguardano le zone tra la foce e Ponte a Moriano, con zone nevralgiche già individuate e una logica che in termini di priorità risale il fiume dalla foce alla sorgente. Così i primi lavori saranno compiuti a Migliarino sui ponti che attraversano l'Aurelia e la ferrovia; a Ripafratta si punta all'abbattimento di uno dei tre ponti, quello utilizzato dalla viabilità normale, per recuperare invece il vecchio ponte dell'autostrada che si trova in golena e ora è inutilizzato.  Un punto sensibile è quello di Ponte San Pietro. Qui lo scorso anno si è rotto l'argine destro e ora è stato ricostruito e messo in sicurezza; sul lato sinistro invece c'è addirittura un controargine che crea una zona golenale, non utilizzabile perché qui sono state costruite alcune abitazioni. Risalendo il corso del fiume, si registrano altri ingombri: la colonia solare, che comunque non presenta particolari complessità, e il campo nomadi di via della Scogliera, dove i nomadi hanno realizzato alcune costruzioni abusive e si sono portati addirittura al di sopra dell'argine. In più ci sono ancora 13 impianti per il trattamento degli inerti, e in questo caso sono stati già firmati accordi per delocalizzare le attività nell'arco di 10 anni.  A intervenire sulle cifre è Raffaello Nardi, che dopo 20 anni alla presidenza dell'Autorità di bacino del Serchio è stato confermato per altri tre e guida una struttura composta da una ventina di persone. «Dopo l'alluvione, la Regione ha stanziato 4 milioni per la somma urgenza e poi ne ha messi altri 15 in un secondo momento. Altri 15 arrivano poi dal ministero ma in tutto ne servono 385. Dal governo però sono in arrivo altri 60 milioni di euro verso la Toscana per interventi sulle criticità nel settore idrogeologico che potrebbero essere gestiti direttamente da un commissario ministeriale. Di questi, 15 saranno riservati al Serchio e saranno investiti per rinforzare gli argini del fiume tra Ponte San Pietro e la foce». Alessandro Petrini      Neve e traffico bloccato Mariani interroga Matteoli  I pesanti esiti della nevicata della scorsa settimana approdano alla Camera, in una interrogazione al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli presentata dall'onorevole Raffaella Mariani con i colleghi toscani del gruppo dei Democratici, tra cui l'onorevole Michele Ventura.  I deputati hanno sottolineato come «la situazione che si è determinata ha evidenziato una forte sottovalutazione da parte dei gestori dei servizi autostradali, ferroviari e stradali sia degli avvisi emessi dalla Protezione civile e dalla stessa Regione Toscana». Ma dal ministro, commentano Mariani e Ventura, «abbiamo ricevuto una risposta generica, limitata ad enfatizzare le responsabilità dei viaggiatori su strada».

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