Attenzione
Giglio, i dipendenti minacciano sciopero
Ilaria Bonuccelli Barbara Antoni
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I dipendenti del Giglio durante lultimo sciopero Nel pomeriggio rientra la protesta sul contratto: è stato convocato il cda per lunedì
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LUCCA. Lo scontro è rientrato nel pomeriggio. Per revocare lo sciopero minacciato in mattinata, i lavoratori del Giglio hanno preteso che il presidente del teatro (già sfiduciato dal consiglio comunale) convocasse per lunedì il cda dell'azienda. Solo dopo che la riunione è stata fissata, è rientrata la protesta che ieri sera avrebbe fatto saltare il concerto per il compleanno di Puccini. L'accordo sul contratto e l'aumento degli stipendi ancora non è stato raggiunto, ma almeno i lavoratori sono riusciti a metterlo nell'agenda del cda che il consiglio comunale, all'unanimità, vuole dimissionario il prima possibile. In modo da poter avviare la costituzione della fondazione teatro del Giglio, con volti (e professionalità) nuovi. In realtà, qualche passo avanti per risolvere i problemi con il personale è stato mosso: ad esempio, per le maschere i contratti sono stati prorogati fino a giugno, in modo da poter concludere la stagione 2010-2011. Ma resta ancora in sospeso la stabilizzazione dei precari e la revisione (leggi: aumento) degli stipendi che il presidente Aldo Casali aveva subordinato alla presentazione della relazione sui bilanci del teatro, da parte della società di revisione Pkf. La relazione è arrivata, ha ribadito che il personale è pagato assai poco e ora, perciò, i lavoratori mettono all'incasso le promesse. Anche se lo fanno in un momento in cui i conti del teatro sono sempre più in rosso e il progetto culturale inesistente. Con l'incognita, oltretutto, di chi rilancerà il teatro. Casali un tentativo lo sta facendo, anche se sembra destinato a naufragare: predisporre un bilancio di previsione che preveda un contributo comunale di 1,9 milioni di euro. Ma l'amministrazione non sembra intenzionata a concederlo. Di sicuro non lo avalla la dirigente del settore che ha già fatto sapere al Giglio che inoltrerà la richiesta alla giunta. E che qualunque cifra venga scritta in bilancio senza l'autorizzazione del Comune non ha alcun valore. Anzi: la responsabilità di un eventuale disavanzo, dovuto alla previsione di un contributo non confermato, ricadrà solo sul cda. Anche dal punto di vista culturale, il progetto portato avanti dal teatro (sembra con il benestare dell'assessore alla cultura) non andrebbe molto lontano. Si tratterebbe di un accordo da stringere con il teatro della Pergola, passando per l'Eti, l'Ente teatrale italiano che, però, è stato sciolto a maggio. Difficilmente, quindi, l'ente che non c'è più (i dipendenti sono già passati al ministero dei Beni culturali) potrebbe farsi garante di una collaborazione con la Pergola e della concessione (per vie politiche) di contributi straordinari. La cifra che girava nei corridoi del teatro era di 350mila euro l'anno per produrre prosa che, poi, dovrebbe essere messa in cartellone a Firenze. La cifra per sostenere questo impegno dovrebbe uscire anche dalle casse del Comune di Firenze e della Regione che, a oggi, risultano all'oscuro del progetto. Di sicuro, quindi, per uscire dalla situazione di difficoltà - mezzo milione di deficit previsto per il 2010 - il Giglio ha bisogno di nuove entrate. Che non possono essere quelle degli Amici del teatro: l'associazione voluta da Casali, infatti, nel 2010 ha raccolto 13mila euro per la stagione, come dovrà certificare nella riunione che il presidente del Giglio ha già convocato. Nel frattempo, Casali dovrà pensare anche a nominare un nuovo direttore generale, compito questo che si accinge ad adempiere con molto zelo, volendo liberarsi della presenza ingombrante di Luigi Angelini.
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