Il Tirreno

Lucca

«Troppo vicina agli altri edifici»

Distanze irregolari, dubbi sulla "Stecca"

Veduta dall’alto del complesso della Stecca
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Veduta dall’alto del complesso della Stecca

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 LUCCA. Dopo lo "Steccone" a San Concordio, anche la "Stecca" all'ex caserma Mazzini viene contestata. A sollevare il dubbio di irregolarità dell'operazione immobiliare realizzata da Polis (ex società mista) per conto del Comune è il consigliere del Pd, Celestino Marchini. In un'interpellanza al sindaco, infatti, Marchini sostiene che gli appartamenti costruiti da Polis potrebbero non essere a distanza regolamentare dagli edifici circostanti dotati di finestre. E sarebbe, quindi, in contrasto con il dm 1444 del 1968 che impone una distanza «di 10 metri fra pareti finestrate di edifici antistanti». Questa misura - sottolinea Marchini - deve «essere rispettata in tutti i casi, trattandosi di norma volta a impedire la formazione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico-sanitario".  Partendo da questa norma, dunque, Marchini chiede di sapere se «nel rilasciate la concessione edilizia a Polis sono state considerate le distanze della nuova costruzione dai fabbricati esistenti, con preciso controllo delle misure». Oppure - chiede Marchini al sindaco - «si è potuto costruire a distanze inferiori, in deroga alla legge, in seguito a specifico accordo con le parti confinanti?».  Il consigliere solleva il problema perché l'osservazione (satellitare) effettuata attraverso Google Earth evidenzia «la presenza di un fabbricato a nord della Stecca che sembrerebbe a una distanza inferiore ai 10 metri prescritti. Lo stesso - insiste Marchini - si potrebbe dire per un fabbricato che si trova a ovest della Stecca che, a una prima osservazione, sembra trovarsi a una distanza di circa 5 metri». Oltre alle questioni tecniche, però, Marchini solleva anche il problema politico: «Se le mie considerazioni e le mie misurazioni si dimostrassero esatte - conclude - ci dovremmo interrogare sul modo in cui lavora Polis, visto che a questa società, oggi (quasi) interamente pubblica era stato bloccato anche il cantiere a San Concordio» per la realizzazione di negozi, uffici e qualche appartamento al posto della ex circoscrizione, nell'area del vecchio deposito del gas.

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