La manifestazione
Timori per la nuova piena
Barbara Antoni
Nel Serchio prevista una portata sui 1.100 metri cubi
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Natale, vigilia e antivigilia (domani) col fiato sospeso per il pericolo alluvione. Ieri, i dati in possesso dell'Autorità di Bacino in merito alla portata del Serchio nei giorni di 23 e 24 dicembre, erano di 1.100 metri cubi l'ora. In più, ci sono le previsioni meteo a sconfortare gli animi: danno coperto e pioggia, fino alla mattina di Santo Stefano, oltretutto con temperature miti a valle e lo zero termico ad altitudini elevate. Significa, in sostanza, che la neve della Garfagnana (dove le montagne non superano i 1.900 metri, mentre lo zero termico, già da oggi, si prevede fra 2.100 e 2.300) si scioglierà, e che le dighe potrebbero essere aperte, con conseguente ondata e aumento di portata nel Serchio. Quando il fiume ruppe, il giorno di Natale del 2009, la portata era di circa 1.800 metri cubi.
Il professor Raffaello Nardi (riconfermato ieri dal ministero come Autorità di Bacino) si limita a pronunciare i dati sulla portata del fiume e a dirsi speranzoso. Ma dall'altra parte ci sono i cittadini del comitato dell'Oltreserchio che fremono, in parte anche per la paura che un Natale come quello dello scorso anno possa ripetersi. Da punto di vista della stabilità degli argini, è la Contesora a dare preoccupazione. «Gli argini sono tutti bucherellati, la loro tenuta è molto labile», dice Luigi Talarico del comitato Uniti per l'Oltreserchio. E continua: «siamo molto perplessi dal fatto che negli ultimi giorni abbiamo visto poca acqua nel fiume. Vorremmo sottolineare che le dighe (della Garfagnana, ndr) non devono essere usate come scolmatori. Chi ne ha la competenza lo sa bene, ma stavolta sono sotto tiro. Non potremmo tollerare ancora atteggiamenti non scientifici e non adeguati. L'acqua viene tenuta per produrre più energia elettrica, ma quando viene liberata in blocco provoca danni per milioni di euro ai cittadini. Speriamo che quest'anno non succeda niente di tragico».
La commemorazione. Intanto a Santa Maria a Colle sono in corso i preparativi per una messa-evento che si terrà nella chiesa parrocchiale locale, officiata dal vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi (nato proprio nella frazione lucchese, dove ha ancora molti parenti, che andrà a trovare per Natale). Alle 18, nella canonica che l'hanno scorso ha accolto il campo base della protezione civile, prenderà il via la funzione religiosa, alla quale è attesa anche la partecipazione del presidente della Provincia Stefano Baccelli e di una delegazione dal Comune. Sarà l'occasione in cui i cittadini del posto chiederanno conto delle opere finora realizzate e da realizzare per la sicurezza idraulica; anche dei rimborsi, per i quali (informa palazzo civico) in questi giorni stanno arrivando alle famiglie ammesse al rimborso lettere con moduli da riempire per avere finalmente i soldi. Ci saranno anche striscioni, ma senza volontà polemica, come sottolinea Talarico, perché «questa iniziativa vuol essere anche una festa».
Sistemi di allerta. Il comitato è critico anche sul sistema delle telefonate in caso di pericolo adottato dal Comune. Semmai, dice, possono essere una parte di un piano di sicurezza. Ma quello che il comitato aveva chiesto (e che non ha ottenuto) era una sezione di protezione civile in Oltreserchio, un presidio informativo per la popolazione che poteva essere il punto di riferimento per gli abitanti in caso di pericolo. In più, conclude Talarico, «avevamo chiesto che le comunicazioni alla cittadinanza venissero fatte porta a porta, le telefonate da sole non possono bastare».
Il professor Raffaello Nardi (riconfermato ieri dal ministero come Autorità di Bacino) si limita a pronunciare i dati sulla portata del fiume e a dirsi speranzoso. Ma dall'altra parte ci sono i cittadini del comitato dell'Oltreserchio che fremono, in parte anche per la paura che un Natale come quello dello scorso anno possa ripetersi. Da punto di vista della stabilità degli argini, è la Contesora a dare preoccupazione. «Gli argini sono tutti bucherellati, la loro tenuta è molto labile», dice Luigi Talarico del comitato Uniti per l'Oltreserchio. E continua: «siamo molto perplessi dal fatto che negli ultimi giorni abbiamo visto poca acqua nel fiume. Vorremmo sottolineare che le dighe (della Garfagnana, ndr) non devono essere usate come scolmatori. Chi ne ha la competenza lo sa bene, ma stavolta sono sotto tiro. Non potremmo tollerare ancora atteggiamenti non scientifici e non adeguati. L'acqua viene tenuta per produrre più energia elettrica, ma quando viene liberata in blocco provoca danni per milioni di euro ai cittadini. Speriamo che quest'anno non succeda niente di tragico».
La commemorazione. Intanto a Santa Maria a Colle sono in corso i preparativi per una messa-evento che si terrà nella chiesa parrocchiale locale, officiata dal vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi (nato proprio nella frazione lucchese, dove ha ancora molti parenti, che andrà a trovare per Natale). Alle 18, nella canonica che l'hanno scorso ha accolto il campo base della protezione civile, prenderà il via la funzione religiosa, alla quale è attesa anche la partecipazione del presidente della Provincia Stefano Baccelli e di una delegazione dal Comune. Sarà l'occasione in cui i cittadini del posto chiederanno conto delle opere finora realizzate e da realizzare per la sicurezza idraulica; anche dei rimborsi, per i quali (informa palazzo civico) in questi giorni stanno arrivando alle famiglie ammesse al rimborso lettere con moduli da riempire per avere finalmente i soldi. Ci saranno anche striscioni, ma senza volontà polemica, come sottolinea Talarico, perché «questa iniziativa vuol essere anche una festa».
Sistemi di allerta. Il comitato è critico anche sul sistema delle telefonate in caso di pericolo adottato dal Comune. Semmai, dice, possono essere una parte di un piano di sicurezza. Ma quello che il comitato aveva chiesto (e che non ha ottenuto) era una sezione di protezione civile in Oltreserchio, un presidio informativo per la popolazione che poteva essere il punto di riferimento per gli abitanti in caso di pericolo. In più, conclude Talarico, «avevamo chiesto che le comunicazioni alla cittadinanza venissero fatte porta a porta, le telefonate da sole non possono bastare».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
