Il dolore
Teatro, il consiglio sfiducia il Cda
Nadia Davini
Chiesto il commissariamento, «via subito anche i direttori»
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LUCCA. Sfiduciato dal consiglio comunale, all'unanimità, il consiglio di amministrazione del Teatro del Giglio. La volontà dei consiglieri, di maggioranza e opposizione, sono chiare e vincolanti anche per il sindaco, Mauro Favilla: l'ordine del giorno bipartisan chiede l'azzeramento dell'organo che gestisce il teatro con la conseguente nomina di un commissario straordinario che provveda, in tre mesi, alla scelta della nuova direzione generale e artistica e che traghetti l'ente verso la nuova forma di Fondazione partecipata. Via dunque Aldo Casali (presidente del cda), via Luigi Angelini (direttore generale del Teatro) e via Elio Boncompagni (direttore artistico). Chiusura del bilancio 2010 con un buco di quasi 500mila euro (come evidenziato dalla relazione della società di revisione Pkf), continua tensione da mesi tra dipendenti e dirigenza, «discutibili scelte artistiche e gestionali», l'aver disatteso le direttive gestionali e culturali affidate dal consiglio comunale al Cda: sono queste le motivazioni che hanno portato alla sfiducia totale di Palazzo Santini nei confronti dei vertici del teatro. La decisione che arriva alla fine di una lunga discussione, maturata nel tempo, che ha portato alla stesura di un unico testo tra maggioranza e opposizione, approvato all'unanimità con 24 voti favorevoli. Un testo, però, non proprio in linea con la posizione del sindaco (che è, dunque, distante dalla sua stessa maggioranza e che ha abbandonato la seduta prima che la questione del Giglio venisse affrontata) e dell'assessore Letizia Bandoni, che ha continuato a difendere l'operato dell'amministrazione nei confronti del teatro e quello della dirigenza del Giglio. «Non penso, - ha spiegato Bandoni, - che questa amministrazione non abbia dato linee chiare al consiglio di amministrazione del teatro. C'è bisogno di voltare pagina, dobbiamo aprirci nei confronti delle altre realtà toscane e nazionali e diventare un grande luogo di scambio. Il nostro è un teatro di tradizione e, in quanto tale, ha dei costi fissi che non si possono cambiare né comprimere. I punti fondamentali, però, per permettere la svolta sono rappresentati dalla nascita della Fondazione, dalle coproduzioni e dalla realizzazione del teatro cittadino della città per la città». Di tutt'altro parere i consiglieri di opposizione, che ritengono «fallimentare» la gestione dell'ente fino a questo momento. «Due anni persi - dice Alessandro Tambellini, capogruppo Pd - la Fondazione poteva essere realizzata prima». «Il teatro vive una condizione di instabilità e sofferenza. È il comune, e dunque i cittadini, a pagare i persistenti debiti del Giglio - continua Antonio Sichi, capogruppo della Federazione della Sinistra -. Al Giglio si ha un trattamento economico molto diverso tra maestranze e dirigenti. «I primi hanno una parte di stipendio fissa e una parte variabile, in virtù del risultato raggiunto. Ma la stessa cosa non è prevista per i dirigenti, che non sono valutati rispetto ai risultati». osizioni analoghe sono state espresse anche da parte dei consiglieri di Forza Lucca, Maurizio Dinelli e Giuliana Baudone,e di Governare Lucca, Vincenzo Giorgi, che ha comunque espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto dal direttore generale del Giglio, Angelini.
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