Il Tirreno

Lucca

Gli echi del caso-Sereni

«Giannecchini deve essere sospeso»

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 LUCCA. Va sospeso il direttore dell'istituto della Resistenza, Lilio Giannecchini, indagato dalla magistratura per i dossier contro Umberto Sereni.  Due dossier - sostiene la Procura - pronti per essere diffusi in tutta la Lucchesia nel caso in cui l'ex sindaco di Barga avesse deciso di candidarsi alle elezioni provinciali. A chiedere il provvedimento nei riguardi di Giannecchini (indagato con l'accusa di tentata violenza privata e violazione di una norma contenuta nella legge sulla privacy legata alla tenuta di archivi e al trattamento dei dati sensibili) è il consiglio genrale dell'Insmli (Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia). «Il consiglio generale dell'Insmli è venuto conoscenza che il direttore dell'Istituto della Resistenza avrebbe invitato il professor Sereni a ritirare la propria candidatura perché altrimenti egli avrebbe svelato informazioni relative allo stesso Sereni e ai suoi familiari quali risulterebbero da documentazione in suo possesso. Il consiglio generale ritiene tale comportamento intimidatorio e assolutamente riprovevole e contrario alla deontologia professionale relativa alla gestione di archivi e alle finalità culturali e civili degli Istituti Storici della Resistenza». Per questi motivi invita gli organi direttivi dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea in provincia di Lucca a sospendere «cautelativamente il direttore dello stesso istituto predisponendo tempestivamente un'esaustiva relazione sull'accaduto».  Giuliana Baudone (Forza Lucca) prende spunto dal caso per attaccare l'amministrazione di Palazzo Ducale: «L'Archivio ha sede nella provincia di Lucca e quindi sarebbe stato corretto, se non doveroso, che il presidente Baccelli avesse preso pubblicamente le distanze dall'atto di Giannecchini e avesse espresso solidarietà a Sereni. Anche solo per il rispetto delle istituzioni. Il fatto che tali provvedimenti non siano stati pres, lascia pensare a un centrosinistra diviso e alquanto scorretto. I dissensi interni a un partito, piuttosto che a un altro, non dovrebbero mai scadere in attacchi personali. Per questo e per la stima, di cui prima ho scritto, esprimo pubblicamente la mia solidarietà morale a Umberto Sereni».

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