Il Tirreno

Lucca

Manca un piano, interventi tardivi

i.b.
Auto bloccate lungo i viali per il caos-neve (Vip)
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Auto bloccate lungo i viali per il caos-neve (Vip)

La protezione civile: «Doveva attrezzarsi il servizio strade, non noi»

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 LUCCA. Il sindaco gioca d'anticipo. Prima di di sentirsi chiedere in consiglio comunale la testa di Stefano Pierini, assessore alla protezione civile, convoca i dirigenti e i vertici del settore «per avere un'analisi dettagliata dell'emergenza neve che ha interessato (messo in ginocchio, ndr) la città». L'obiettivo della riunione è «migliorare la risposta della struttura» alle nevicate intense che sono sempre più frequenti. Ma oltre alla protezione civile - sostiene il dirigente del settore, Giovanni Marchi - all'incontro deve partecipare anche il settore strade, al quale competono manutenzione e interventi sulla praticabilità delle vie comunali. Non a caso, giovedì, alle 10,16 il funzionario della protezione civile, Giovanni Santini, ha comunica lo stato di allerta neve proprio all'ufficio strade.  Con una mail Santini informa l'ingegner Andrea Biggi dell'ufficio strade che «è opportuno preallertare le ditte convenzionate che, in caso di necessità, siano reperibili per interventi di ripulitura della viabilità. Come protezione civile allerteremo le associazioni di volontariato per interventi più diretti al cittadino».  Invece, venerdì gli spargisale si sono messi in moto tardi, nonostante quello che sostiene l'assessore ai lavori pubblici, Antonino Azzarà. E sono rimasti congestionati nel traffico, non riuscendo ad arrivare nei punti critici, come ammette Marchi. Che, con il dirigente dei lavori pubblici, Paolo Nocchi, conferma la mancanza di un piano di emergenza: «Visto che la nevicata era annunciata - esordisce Marchi - i cittadini non avrebbero dovuto mettersi in strada se non con auto dotate di gomme da neve e catene e gli enti (Comuni, Provincia, autostrade) avrebbero dovuto organizzare i servizi di emergenza per spargere il sale e tenere pulite le strade». Invece - prosegue Marchi - «gli enti preposti hanno tardato a spargere il sale e a tenere sgombre le strade dalla neve che cadeva. In questa situazione di caos si invoca la protezione civile che, in realtà, deve intervenire solo nelle situazioni di emergenza e non in quelle annunciate. Perciò l'emergenza di venerdì doveva essere risolta senza il nostro intervento». Da qui la necessità (condivisa da Nocchi) di rivedere gli appalti con le ditte incaricate della manutenzione strade: «I casi - dice Marchi - sono due: o chiediamo più prestazioni alle ditte o scorporiamo dal servizio gli interventi di emergenza, con una gara ad hoc». Per questo, però, occorre avere più fondi «magari anche per comprare qualche mezzo per il Comune, visto che la Provincia ne ha 21 - sottolinea Nocchi - solo per la Garfagnana. Le ditte che abbiamo attivato noi hanno messo in campo una trentina di mezzi e 60 persone, ma con 500 chilometri di strade sono rimaste indietro». Nonostante le 60 tonnellate di sale cosparso. «Oltretutto - evidenzia Nocchi - il sale non si può mettere troppo prima che nevichi perché con il ghiaccio è corrosivo per il bitume e dopo questa passata di maltempo rischiamo di dover tappare decine di buche. Questo non significa che non ci si debba organizzarci diversamente. Ad esempio, individuando punti critici come cavalcavia e sottopassi dove stoccare del sale il giorno precedente a nevicate annunciate». È possibile anche - aggiunge Nocchi - prevede un appalto che imponga alle ditte di essere attrezzate per queste emergenze «solo che poi vanno pagate anche se non succede nulla». Perciò - conclude Marchi - il Comune deve «pianificare diversi scenari, a costi diversi, a partire dall'opzione zero, per la quale si preferisce gestire l'emergenza, stante la sporadicità degli eventi critici, fino a prevedere azioni concertate fra uffici comunali, altri enti e ditte per interventi più efficaci».

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