Il dolore
Telefonate di allerta alle 20,40
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Antonio Sichi Il Pd chiede «a che cosa serva la protezione civile in queste condizioni»
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LUCCA. Gli interventi di prevenzione erano stati sollecitati già mercoledì. In consiglio comunale, Paolo Moriconi (Pd) aveva ricordato l'arrivo della neve e chiesto all'amministrazione comunale di predisporre piani preventivi «affinché non si verificassero i disagi dell'anno scorso». Invece - denuncia Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd «è andata peggio che mai». Addirittura le telefonate di allerta della protezione civile in alcune case sono arrivate dopo le 20. La città - rincara Tambellini - è rimasta «bloccata per ore in tutte le strade e ha anche fermato quella sulle autostrade. Non siamo nelle condizioni di mezzo secolo fa, quando ci si alzava la mattina e si guardava che tempo era. La neve è stata annunciata con un preavviso di almeno tre giorni. Quindi nessuno può invocare il fattore sorpresa per un evento che non è stato nemmeno eccezional. Se i risultati sono quelli che abbiamo visto, ci chiediamo che cosa ci stiano a fare un assessorato alla protezione civile, la protezione civile e le unità di crisi. Meglio azzerare tutto l'apparato, avvertendo i cittadini che provvedano ad organizzarsi in proprio. E ora sindaco e assessore alla protezione civile devono spiegare perché venerdì la città è precipitata nel caos». Una denuncia analoga viene anche dalla segreteria del Pd che accusa: «Nonostante le previsioni nessuno si è preoccupato di spargere il sale, nessuno si è preoccupato di inviare gli spalaneve quando ormai i problemi stavano cominciando e nessuno si è preoccupato di emettere un'ordinanza per impedire ai bilici di inserirsi sulla circonvallazione». Il massimo della beffa, però, si è verificata verso le 20,40 - rincara il Pd - «quando una voce registrata ha informato con una telefonata che gli spargisale non potevano entrare in funzione a causa del caos che ormai si era generato». È indispensabile capire - insiste anche Antonio Sichi (Federazione della sinistra) - «che cosa abbia impedito alla protezione civile di gestire meglio l'evento, annunciato con largo anticipo. Negli ultimi anni più volte la macchina dei soccorsi è stata costretta a mettersi in moto per diverse calamità naturali accadute nel territorio comunale: per cui non si capisce come mai ci siamo fatti trovare ancora una volta impreparati». Il problema principale - suggerisce Sichi - è che «il Comune non possiede una struttura propria con persone e mezzi da attivare subito, ma deve ogni volta rivolgersi a ditte convenzionate, facendo poi leva sul volontariato per governare l'emergenza. È grave, però, che venerdì, nonostante l'unità di crisi insediata fin dalle 8, gli spazzaneve siano usciti dai garage solo nella tarda mattinata, quando ormai la circonvallazione era bloccata. Invece di tentennare, confidando nell'arrivo della pioggia, si dovevano dislocare subito i mezzi di soccorso lungo le direttrici principali, in modo da poterli all'occorrenza attivare subito».
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