Sicurezza
Al gelo e costose presto sostituite le navette elettriche
Barbara Antoni
◗
Un bussino elettrico che circola nel centro storico sono mezzi di ispirazione ecologica pensati ad hoc per i centri storici 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. All'addiaccio i bussini elettrici che circolano nel centro storico: gli autisti sono costretti a lavorare imbacuccati come al polo nord. Lancia l'allarme Nicola Da San Martino, sindacalista di Cisl trasporti. Lancia anche una proposta: sostituire i bussini elettrici con altri a metano, ugualmente ecologici ma meglio riscaldati. L'assessore ai trasporti Benedetto Stefani la accoglie: «Perché no, oltretutto le batterie dei bus elettrici sono costose e difficili da smaltire». Presto, insomma, potremmo veder circolare nel centro storico i bus a metano, anche questi rispettosi dell'ambiente e di dimensioni di poco superiori a quelli elettrici. Attraverso il sindacalista, gli autisti raccontano il loro disagio, in particolare in questi giorni di grande freddo. «Andiamo al lavoro vestiti come esquimesi - sbotta Da San Martino -. E anche gli utenti delle navette, soprattutto anziani del centro che devono andare al supermercato o al cimitero, si lamentano per il freddo a bordo delle navette. In tutto siamo fra otto e dieci autisti ogni giorno che ci alterniamo alla guida di due navette in contemporanea. In tutto ce ne sono cinque nel parco macchine, ma a turno le restanti rimangono in carica», aggiunge. Il problema è tecnico, continua il sindacalista, e ci si può fare poco: proprio perché sono elettrici, il riscaldamento sui bussini è debole, e stufe non se ne possono aggiungere. Da qui la proposta di cambiarli con i mezzi a metano (undici in tutto nel parco macchine) usati sulla normale linea urbana ma già utilizzati nel centro storico quando quelli elettrici non sono stati per qualche motivo disponibili. L'assessore Stefani si dice disponibile a rivedere la geografia dei mezzi per il trasporto pubblico. «Tantopiù - sottolinea - che proprio in questi giorni stavamo valutando i problemi collegati ai bussini elettrici, e cioà che le batterie hanno costi esagerati, che smaltirle è difficile e che per mantenerle dovremmo disporre di una apposita area di stoccaggio. La proposta di sostituire i bus elettrici con quelli a metano non mi scandalizza, l'unica condizione è che i bus non inquinino l'ambiente». Intanto ieri Stefani ha partecipato a Firenze alla riunione sul futuro del trasporto pubblico in Toscana. «La Regione ha trovato le risorse minime, ovvero 130 milioni: sarà messo nero su bianco durante un consiglio nei giorni vicini a Natale. La ricaduta sui Comuni potrà oscillare in tagli del servizio fra 7 e 10 per cento tanto per fare un esempio. Ci potranno essere anche tagli al personale, ma credo che non si andrà oltre i fisiologici pensionamenti. Per risparmiare, la Regione è intenzionata a fare una gara per un gestore unico: in questo contesto il caso Lucca è anomalo, perché i costi per i servizi e il personale della nostra azienda sono i più bassi in Toscana, dovranno essere riequilibrati».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
