Il Tirreno

Lucca

Non ci pagano, e noi puliamo il monumento

B.A.

Protesta pacifica delle donne che curano gli uffici postali

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 LUCCA. Per dimostrare che vogliono lavorare, puliranno il monumento al centro di piazza Napoleone. Un'azione pacifica, ma che nasce da un grande disagio: l'incertezza per il proprio futuro lavorativo e quindi di vita. È l'idea che coltivano le lavoratrici della cooperativa che ha vinto l'ultimo appalto per le pulizie degli uffici postali del territorio provinciale, la metteranno in atto il 20 dicembre, giorno di sciopero.  In tutto sono una cinquantina (una ventina fra Lucca e Piana, dodici sulla Versilia, una quindicina in Garfagnana). Le loro condizioni di lavoro, già non floride, sono ulteriormente peggiorate con l'avvento della nuova cooperativa assegnataria dell'appalto al massimo ribasso (la Clean Company di Avellino). «L'appalto è stato vinto a prezzi bassissimi, questo ha comportato che gli orari venissero ulteriormente ridotti in media del 28%», spiegano Giampiero Guidi e Giovanni Bernicchi di Fisascat Cisl e Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil. Le lavoratrici - con orari fra venti e trenta ore settimanali - ora scendono fra 15 e 23 all'incirca. A questo si aggiunge che «la cooperativa è in ritardo con gli stipendi: ha appena pagato una parte di ottobre e ancora le lavoratrici non hanno la busta paga per il mese». Oltre al danno, la beffa. Si parla di lavoratrici che hanno visto fallire tre precedenti datori di lavoro (che non hanno pagato loro il tfr, richiesto a Poste) e che stentano a essere pagate dal quarto. I sindacati si rivolgono anche a Poste: «Deve dare garanzie - dicono - per gli appalti che assegna. Siamo stufi di ditte insolventi e che non riconoscono i diritti dei lavoratori».

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