Gioco
Due giorni dedicati alla scuola
Nadia Davini
◗
Studenti e docenti in assemblea e in corteo I tagli nel mirino di docenti, genitori e studenti alla Pia Casa
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Due giorni dedicati alla scuola. Con interventi, mostre, letture e una festa finale per la scuola pubblica bene comune. Due giorni lacrime e sangue, potremmo dire: i riflettori puntati sulla scuola, infatti, illustreranno la situazione drammatica in cui versano le istituzioni scolastiche. Tra tagli, riduzioni di fondi, mancanza di nuove immissioni e stravolgimenti preoccupanti nell'assetto scolastico lucchese. Venerdì e sabato, alla Pia Casa, mattina e pomeriggio: la prima giornata prende il nome di "tagli da far paura" e verrà analizzato quanto i tagli incidano sulla scuola pubblica, sulla sua didattica e sulle capacità educative. Ed è qui che verrà affrontato il pesante tema dei tagli alle ore di sostegno. «Ne parleremo con esperti nel campo», spiega Fabio Lucchesi del coordinamento scuola ti voglio bene comune, promotore e organizzatore della due giorni di mobilitazione, «a partire da Tina Centoni, la dirigente dell'Ic di Capannori centro, da sempre impegnata nell'integrazione dei ragazzi diversamente abili. I tagli al sostegno rappresentano forse l'aspetto più scuro, e triste, di questa riforma. Le ore di sostegno sono state ridotte drasticamente, i bambini con bisogno di sostegno si trovano per ore senza far nulla. Oppure seguiti dai bidelli o dall'insegnante di classe, già impegnata a gestire gli altri bambini. Stessa sorte per gli alunni con certificato: si tratta di tagli indistinti e indiscriminati, che non permettono di andare ad analizzare le situazioni singolarmente». Il giorno successivo partirà con la mostra "A che punto è la notte...", dove verrà illustrato l'effetto dei tagli sulle scuole della provincia. «E proseguirà con il secondo dibattito "A da passa a' nuttata", un approfondimento sulle politiche scolastiche nazionali e locali e il diritto alla scuola pubblica. «Parleremo - continua Rino Capasso del coordinamento scuola pubblica pubblica bene comune e responsabile dei Cobas scuola - della protesta dei genitori per gli aumenti sul buono pasto con un rappresentante del comitato sul caro mensa. E della drammatica situazione delle scuole materne di Tempagnano e Picciorana, per le quali il comune non ha ancora trovato soluzioni adeguate. Ma solo promesse cadute nel vuoto. «Proprio rispetto a questo vorremmo sottolineare come la deroga all'amminstrazione comunale di spostare gli alunni di Tempagnano a Picciorana (a seguito di gravi problemi strutturali nell'edificio di Tempagnano, ndr) scade il 31 di questo mese. Cosa accadrà con il nuovo anno? Nella stessa giornata verranno anche presentate le volontà della Provincia di accorpare diverse scuole superiori di Lucca. In primis il Civitali, che vedrà smembrata la sua offerta didattica». I due giorni di mobilitazione contro i tagli del governo e di informazione circa lo stato della scuola italiana e lucchese finiranno poi con una festa della scuola pubblica bene comune. «Occorre salvare la scuola pubblica, - conclude Marcella Zana, Flc Cgil, - che è un bene comune, una risorsa indispensabile per ogni famiglia e comunità perchè garantisce l'educazione, l'istruzione e la coesione sociale delle future generazioni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
