Il Tirreno

Lucca

Apre domenica mattina il museo archeologico con i reperti della Piana

Due immagini di scavi archeologici nel territorio della Piana (Vip)
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Due immagini di scavi archeologici nel territorio della Piana (Vip)

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CAPANNORI. Finalmente parte dei reperti archeologici rinvenuti a Capannori avranno un posto dove essere esposti. Sarà inaugurato domenica alle 10 il museo etno-antropologico, che raccoglierà gli oggetti e le testimonianze sul passato di questo spicchio di Piana, dagli etruschi fino al Medioevo, raccolti dal Gac (Gruppo archeologico capannorese) e dall'Istituto storico lucchese sezione Auser. Il museo è stato ricavato in un ampio fondo in via Cardinal Pacini, in pieno centro. A permetterne la realizzazione sono stati i fondi stanziati da Comune di Capannori, Fondazione Banca del Monte, con la collaborazione di Provincia e Soprintendenza.  Fino ad alcuni anni fa, il museo si trovava a Segromigno in Monte, nei locali dell'ex farmacia, ma erano difficilmente fruibili. Da lì (e anche dal fatto che i rinvenimenti sono continui) la necessità di spostare la mostra. Così l'amministrazione comunale ha individuato nel fondo di via Cardinal Pacini (ex sede del comitato elettorale di Giorgio Del Ghingaro) la sistemazione migliore.  «La data non è stata scelta a caso - spiega l'assessore alla cultura Leana Quilici - e dettarla non sono stati solo i tempi tecnici, ma anche il fatto che lo stesso giorno il capoluogo sarà animato dalla festa dei commercianti».  Verranno subito esposte le collezioni, per altro già allestite. Per quanto riguarda il periodo etrusco e quello romano (ma si arriva fino al medioevo) si potranno ammirare i reperti rinvenuti, ripuliti e catalogati dal Gac. Si tratta soprattutto di vasi e anfore di epoca romana ricostruiti con pazienza dagli archeologi. Non saranno esposti, invece, i corpi dei quattro neonati rinvenuti al Frizzone, ancora nelle stanze dell'Istituto Cavanis di Porcari in attesa di restauro.  Ci sarà poi un'ulteriore sezione curata dalla sezione Auser dell'Istituto storico lucchese dedicata a Carlo Piaggia, con testimonianze ed oggetti che arrivano dalla famiglia, dallo stesso Istituto Storico, dalla collezione di un privato e dal liceo Machiavelli. Fondamentale per l'assessore Quilici l'apertura del museo nel capoluogo. «Non solo sarà facilmente raggiungibile - dice infatti -, valorizzando così il paese stesso, ma si troverà in posizione baricentrica rispetto alle nostre scuole».

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