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Omicidio, il killer cambia versione
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I carabinieri alla ricerca della pistola Sotto lomicida Leonard Grifsha arrestato 72 ore dopo il delitto Secondo gli inquirenti non avrebbe perdonato bugie sugli aiuti ricevuti
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BAGNI DI LUCCA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere il muratore albanese che martedì uccise con 7 colpi di pistola la giovane mamma cubana di cui si era invaghito. Ieri mattina nel carcere di San Giorgio c'è stata l'udienza di convalida del fermo. Il gip Simone Silvestri ha convalidato il fermo trasformandolo in arresto con custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione e dei futili motivi. Che sia lui l'assassino non ci sono dubbi per la presenza del testimone oculare: la cugina quindicenne della vittima. Il nuovo legale di Leonard Grisfha - l'avvocato Leonardo Lapasin Zorzit, nominato dai genitori dell'omicida che vivono vicino a Tirana - ha consigliato il suo assistito a non rilasciare ulteriori dichiarazioni. Stando alla procura il muratore albanese, appena catturato dai carabinieri, avrebbe sostenuto di aver ucciso Kaliannys Cala Perez non tanto per gelosia, ma in quanto la donna gli aveva mentito sugli aiuti economici che riceveva anche da altre persone. L'avrebbe crivellata di colpi - stando agli inquirenti - soltanto perchè gli aveva detto una bugia. Sapeva, l'omicida, che la giovane madre frequentava altri uomini oltre a lui. Grisfha quindi non avrebbe ucciso per motivi passionali come gli inquirenti avevano ipotizzato in un primo momento. Lui e solo lui, nella sua testa, poteva dare del denaro alla sua donna visto che intratteneva con lei una relazione. E in caso contrario avrebbe dovuto dirglielo. Non si trattarebbe di cifre importanti. Soldi necessari per pagare bollette e comprarsi qualche abito. L'omicida avrebbe raccontato al magistrato che aveva deciso di uccidere l'ex fiamma da qualche giorno e per questo si era licenziato. Per gli inquirenti dopo il delitto progettava la fuga in Albania e non sarebbe credibile il suo rientro a casa per costituirsi. Gli investigatori non credono nemmeno che la pistola Beretta 7,65 gli sarebbe stata consegnata in un bar di Viareggio da un rumeno e che, dopo l'omicidio, l'avrebbe gettata nel torrente Lima. L'arma non è stata rinvenuta. Intanto l'autopsia sul cadavere della donna cubana verrà eseguita domani all'obitorio del Campo di Marte.
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