Il Tirreno

Lucca

È una pista, non una via

Duccio Casini
Marino Martinelli
◗
Marino Martinelli

Montuolo vuole una Vecchia Pisana sicura

4 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Dossi per limitare la velocità, Autovelox per multare chi non rispetta i limiti. E poi marciapiedi, illuminazione diffusa e strisce pedonali rialzate per attraversare la via Vecchia Pisana.  Da Montuolo arrivano richieste pressanti all'amministrazione comunale: in paese la gente non si sente al sicuro e la tragica morte di Federica Campisi e Andrea Bartoli, investiti da un'auto a novembre, non ha fatto altro altro che acuire un disagio profondo. Basta fare un giro nella frazione (1350 residenti e diverse attività commerciali) per raccogliere lamentele. A farsi portavoce delle istanze dei cittadini è il battagliero e simpatico parroco don Piero Raffaelli, studioso di Martin Lutero, in paese dal 1991. Cura anche le anime degli abitanti di Cerasomma, Fagnano e S. Angelo in Campo e ha molto a cuore la prevenzione. Anche perché ha vissuto a lungo in Germania dove su certi aspetti fondamentali (come la sicurezza) non si scherza.  Quindi: regole certe e da parte della municipalità servizi efficienti. Che significa pure avere una segnaletica ben visibile e strade degne di questo nome.  «Purtroppo qui non è così - allarga le braccia don Piero -. La Vecchia Pisana è un'arteria piena zeppa di rischi. La gente va forte in macchina, in pochi rispettano il limite dei 50 all'ora, i pedoni devono stare attenti a dove mettono i piedi».  Anche perché i marciapiedi non esistono e si cammina a bordo strada, con il rischio di essere travolti. «Le strisce pedonali? Solo due - esclama Lucia Lovi, contitolare del bar Rito -. Quelle vicino alla elementare quantomeno sono colorate di rosso, ma non sono rialzate. Le altre, più vicine alla Posta, sono scolorite».  E per andare a Messa bisogna attraversare di corsa, sperando in bene: le "zebre" non esistono proprio.  «Il fatto è che non si vede mai una pattuglia dei vigili o della Stradale - sottolinea il macellaio Marino Martinelli -. Montuolo è terra di nessuno. Il manto stradale è in pessime condizioni, a percorrere via della Polveriera c'è da spaventarsi». «Ma persino andare dal giornalaio - interviene Giancarlo Frugoli - è un terno al Lotto. Si attraversa sperando che chi guida l'auto rallenti. Ma molti, anzi troppi vanno a mille. Come se la Vecchia Pisana fosse una pista».  E poi i lampioni. Pochi, troppo pochi. «In paese per fortuna esistono - spiega Riccardo Puccinelli, alimentarista -. Ma poi? Verso Lucca è tutto buio. Anni fa fu investita una signora del posto, che entrò in coma e morì alcuni mesi dopo l'incidente. Di notte non si vede niente. Non solo. La sosta è caotica, mancano gli stalli, la gente lascia la vettura dove vuole».  «Invece di piazzarsi sotto il viadotto di Fagnano con l'Autovelox - dice la signora Lovi - i nostri vigili urbani farebbe bene a eseguire qualche controllo qui. Riempirebbero il libretto delle multe».  Altro problema, la presenza dei cassonetti. «Mi fa piacere che Capannori li abbia eliminati perché fa la raccolta porta a porta dei rifiuti - sostiene don Piero Raffaelli -: sono antiestetici e sono fonte di pericolo. Perché quando si va a gettare la spazzatura essendo lo spazio ridotto c'è sempre il timore di finire sotto le ruote. Senza dimenticare che i casonetti collocati nei pressi di via della Polveriera impediscono la visuale agli automobilisti che devono immettersi sulla via Vecchia Pisa».  Al Comune si sono rivolte più volte nel corso degli anni le insegnanti della elementare, aperta a Montuolo dal 1962 e frequentata da un'ottantina di bambini. Ma i risultati non si sono visti, come spiega la capoplesso Grazia Conforti: «Solo sopralluoghi dei tecnici, ma zero fatti concreti. Noi, per esempio, chiediamo un'area di sosta a servizio della primaria, ma anche dei residenti. Invece dobbiamo accontentarci di un parcheggio piccolo e mal tenuto davanti all'ingresso della scuola. Il risultato è che alle 8 e alle 12,45, cioè all'ingresso e all'uscita dei scolari, qui davanti c'è una confusione terribile. Auto piazzate dove capita, difficoltà a transitare. Davvero impossibile trovare una soluzione?».  Don Piero ha una bella bici tedesca. Ma non lo adopera per andare in città. «L'ho fatto una volta e mi sono detto basta. Non c'è una pista ciclabile, auto e camion ti sfrecciano accanto, c'è anche il pericolo di finire dentro al fosso. Che non capisco perché, come sostiene il sindaco Favilla, non si possa coprire. In altre zone è stato fatto. Secondo il mio modesto modo di vedere è necessario trovare strade alternative per dare garanzie, come succede in altri paesi europei dove l'incolumità dei cittadini sta davvero a cuore degli amministratori. Avere strisce pedonali rialzate per far rallentare i veicoli, luci e controlli sulla velocità non deve essere ritenute un'impresa impossibile. È un fatto di civiltà».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze