Il Tirreno

Lucca

Destra a cena nel locale "dei rossi"

Arianna Bottari
Il ristorante «I Diavoletti» a Camigliano
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Il ristorante «I Diavoletti» a Camigliano

Appuntamento Ai Diavoletti: «Si mangia bene, stop alle barriere ideologiche»

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 CAMIGLIANO. Galeotta fu la cena di fine anno e destra e sinistra alla fine si incontrarono senza scontrarsi. Accade al ristorante "I Diavoletti" di Camigliano, locale nato dallo storico circolo di sinistra fondato dai "Diavoletti Rossi" che affonda le radici negli anni Venti del secolo scorso, che tra pochi giorni ospiterà la cena di fine anno del partito "La Destra".  «Vogliamo andare oltre la mera ideologia, è un locale dove si mangia e si sta bene», dice Quinto Bernardi, responsabile del partito a Capannori. «Questo è un ristorante e diamo da mangiare a tutti», ribadisce Paola Bosi, la titolare.  Alla cena ci saranno poco meno di un centinaio di persone, per la maggior parte esponenti de "La Destra", ma gli inviti sono stati estesi anche a sindaci e amministratori di altri partiti. L'occasione per augurarsi buone feste, organizzare una tombola per raccogliere fondi per il partito e poi un'iniziativa nobile, raccogliere soldi da destinare a un centro oncologico pediatrico. Appuntamento la sera del 17.  Ma perché proprio a "I Diavoletti", viene da chiedersi. Il locale ora è un ristorante, segnalato anche dalla guida Michelin. E proprio la guida francese ne descrive la storia singolare: nato durante il Ventennio, sede dei "Diavoletti Rossi", divenuto poi Circolo Arci e rimasto tale fino a quanto la cooperativa che lo gestiva (e continua a gestirlo), la Rinascita, ha acquistato le licenze e il circolo si è trasformato in ristorante. Rimasto comunque un punto di riferimento per il centrosinistra della zona, tanto che partiti e amministratori di quell'area politica vi allestiscono spesso pranzi, cene, incontro politici e culturali.  E ora, all'improvviso, a imbandire una cena è il partito che non ti aspetteresti.  «Non ci interessa se il ristorante è di destra o di sinistra - chiarisce subito Quinto Bernardi -. Io so solo che si mangia bene e si sta bene. È un bel locale e questo è quello che stavamo cercando. È l'ora di andare oltre le ideologie, che non devono rappresentare barriere. La politica deve tornare politica nel senso costruttivo del termine. Alla cena abbiamo invitato molte persone dalla Piana e dalla Garfagnana, esponenti regionali del partito, sindaci e amministratori, anche di altri schieramenti. L'importante è creare qualcosa e noi coglieremo questa occasione per raccogliere fondi da donare ad un centro oncologico pediatrico».  Sulla stessa linea Paola Bosi, che da tempo gestisce il locale. «Ci è stato chiesto se era possibile prenotare per una cena e noi abbiamo risposto di sì. Non vediamo quale sia il problema. Questo è un ristorante e noi diamo da mangiare a tutti. La nostra storia non è un segreto, tutti la conoscono, persino la guida Michelin l'ha citata come particolarità, ma non per questo facciamo differenze».

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