Il Tirreno

Lucca

Dibattito in consiglio il 20 dicembre

Variante urbanistica il Pd attacca la giunta

Serena Mammini, consigliere comunale del Pd
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Serena Mammini, consigliere comunale del Pd

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 LUCCA. Dove è finita la variante urbanistica che l'amministrazione comunale doveva varare? Se lo chiedono i consiglieri del Pd Serena Mammini, Celestino Marchini e Danilo Piuppani. «La giunta prende per il naso tutti, cittadini, organizzazioni e categorie», dicono.  «Ancora una volta, sulle questioni urbanistiche, l'amministrazione cerca di gettare fumo negli occhi. Dopo l'accertamento delle maggiori quantità costruite dopo il 2002 rispetto al piano strutturale (luglio 2008) si procedette alla sospensione della validità del regolamento urbanistico per quasi un anno, fino cioè al luglio 2009. Intanto la giunta annunciava una variante al regolamento urbanistico, da approvarsi entro la fine dell'anno scorso, che avrebbe dovuto riallineare le quantità edificabili con le previsioni del piano strutturale», continuano.  A dicembre 2009, «come atto preparatorio alla variante - aggiungono -, furono certificate le maggiori quantità edificate (sforamenti), con il consiglio comunale che prese atto delle quantità edificabili residue approvando il documento di monitoraggio di quanto era stato costruito nei diversi ambiti funzionali. Dopo, sarebbe dovuta arrivare in consiglio l'adozione della variante annunciata. Niente di tutto questo: la variante è "sparita" per mesi. Intanto, in assenza di un qualsiasi atto finalizzato a ristabilire nuove condizioni di equilibrio tra piano strutturale e regolamento urbanistico, la giunta ha fatto sì che il Comune continuasse a rilasciare concessioni edilizie come niente fosse, portando gli"sforamenti" non si sa più a quali percentuali».  Ora la discussione e adozione della variante «è stata fissata nella riunione consiliare del 20 dicembre. Com'è possibile, se ad oggi la variante, nelle sue linee conclusive, non è ancora giunta in commissione urbanistica? Forse la giunta ritiene che in una settimana la commissione possa licenziare un documento così complesso e tanto gravido di implicazioni? E basta citare allo scopo la questione dei piani attuativi adottati e non approvati, forse la più complicata, perché, nelle intenzioni del sindaco, aperta a prospettive di nuovo incremento del carico urbanistico di cui proprio non c'è bisogno», concludono.

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