Finanza
Unordinanza del sindaco impone di non superare i 20 gradi nelle abitazioni
Termostati, chi controlla?
Arianna Bottari
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Un idraulico controlla il funzionamento di una caldaia La Sevas: «Mai avuto contatti con il municipio»
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CAPANNORI. Arriva il freddo nella Piana, si sente la necessità di scaldare le case, ma chi controllerà che i termostati non superino i 20º come stabilito dall'ordinanza firmata dal primo cittadino Giorgio Del Ghingaro pochi giorni fa? A quanto pare nessuno ha ancora ricevuto l'incarico e sull'argomento c'è confusione. Non ne sa niente l'assessore all'ambiente Alessio Ciacci, non ne sa niente la polizia municipale, ma soprattutto non ne sa niente Sevas, indicata come l'esecutrice dei controlli dall'amministrazione comunale stessa. L'ordinanza si è resa necessaria per lo sforamento dei parametri definiti per legge in merito all'inquinamento atmosferico. Quest'anno, però, il Comune di Capannori ha deciso di non vietare l'accensione dei caminetti, ma di imporre ai cittadini di non superare una temperatura di 20 gradi all'interno delle case. Fin qui tutto bene. Peccato però, che con un'ondata di freddo alle porte (le temperature la notte sono già scese sotto lo zero), accompagnata da giornate di sole (la condizione peggiore per l'accumulo di polveri sottili nell'aria), nessuno sa chi, come e quando verranno effettuati i controlli. L'assessore all'ambiente Ciacci dice di non sapere come si interverrà, la polizia municipale fa sapere che non sono state fatte comunicazioni al comando, Sevas (la società partecipata dal Comune che si occupa del controllo delle caldaie, come da normativa nazionale) non ha mai ricevuto alcun incarico, nonostante sia stata indicata come l'esecutrice della lettura dei termostati. Lo spiega bene il presidente Giuseppe Paternò Del Toscano. «Non abbiamo mai avuto contatti con l'amministrazione comunale di Capannori per quello che riguarda i termostati. Oltretutto c'è già una legge nazionale che impone che le temperature delle case private rimangano sotto un certo limite (19º-20º): perché ribadirlo con un provvedimento locale? Non si aggiunge niente di importante alla normativa. Doveroso, poi, aggiungere un particolare: di per sé i controlli dei termostati non sarebbero difficoltosi per noi, che già controlliamo le caldaie, ma aumenterebbero di sicuro i costi del servizio offerto dalla nostra azienda. Aumento che poi si ripercuoterebbe sugli utenti. A questo non si è forse pensato? I nostri tecnici già verificano la pulizia, lo stato di manutenzione, il funzionamento e i fumi delle caldaie, non so cosa potremmo fare di più». C'è poi un altro aspetto da non sottovalutare: non è così facile controllare i termostati se è vero che i cittadini possono non far entrare i tecnici nelle case. Un problema che si era già presentato con l'ordinanza sui caminetti, un anno fa. Allora si poteva sperare in un "segnale di fumo". Ma ora?
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