Finanza
Sono tornato per costituirmi
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I carabinieri sul terrazzo della casa dellassassino Dice di essere pentito l'assassino di Kaliannys
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LUCCA. «Sono tornato a casa perchè volevo costituirmi: mi dispiace averla ammazzata». Leonard Grifsha, 24 anni, l'albanese che nella tarda mattinata del 7 dicembre ha crivellato di colpi Kaliannys Cala Perez, 27 anni, la giovane madre cubana di cui era follemente innamorato, sostiene di essere pentito e dopo tre notti passate all'addiaccio nei boschi sopra Bagni di Lucca di aver deciso di consegnarsi ai carabinieri. Lo ha detto nei pochi minuti di colloquio avuto con il suo legale, avvocato Luca Cantini. Domani mattina nel carcere di San Giorgio è prevista l'udienza di convalida del fermo davanti al giudice delle indagini preliminari e in quella circostanza l'assassino deciderà se avvalersi della facoltà di non rispondere o raccontare al gip la sua verità. Di sicuro c'è che resterà in carcere perchè nei suoi confronti l'accusa è di omicidio volontario con l'aggravante dei futili motivi e della crudeltà. Per gli inquirenti invece Grifsha non voleva affatto costituirsi: era rientrato per prendere la valigia con le sue cose e lasciare la zona per poi rientrare in Patria magari con l'aiuto di qualche connazionale che dall'Albania stava organizzando la sua fuga. La pistola. Nel corso del primo interrogatorio effettuato dal sostituto procuratore Salvatore Giannino subito dopo il suo arresto, il muratore albanese ha dichiarato che la pistola Beretta 7,65 usata per uccidere la donna gli è stata fornita da un rumeno. Una circostanza ancora tutta da chiarire. Come non convince gli investigatori che l'autore del delitto abbia gettato l'arma nella Lima proprio vicino alla sua abitazione a Ponte a Serraglio appena rientrato a casa prima di essere catturato. Delitto passionale. Sul movente non sembrano esserci dubbi. L'albanese ha ucciso la giovane madre perchè accecato dalla gelosia. Lei, che per un breve periodo l'aveva illuso, adesso lo respingeva e si faceva vedere con altri uomini. Lui non poteva sopportare un simile affronto. La tessera in tasca Leonard Grisfha aveva in tasca una tessera di un ente militare. Avvezzo ad usare le armi. «Sono stato mercenario e dopo un periodo di addestramento in Germania ho combattuto in Afghanistan» ha detto ai carabinieri. Si capisce quindi come ha fatto a resistere 72 ore alle intemperie nel bosco dormendo tra il fogliame.
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