Il Tirreno

Lucca

La giustizia sportiva emette la prima sentenza di condanna per l’ex presidente della Lucchese

Fouzi Hadj radiato dalla Figc

Luca Tronchetti
<b>PRIMA CONDANNA. </b>A sinistra Kutufa (inibito 3 anni) a destra Hadj (radiazione)
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PRIMA CONDANNA. A sinistra Kutufa (inibito 3 anni) a destra Hadj (radiazione)

Tre anni d'inibizione per l'ex amministratore unico Massimo Kutufa

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 LUCCA. La giustizia sportiva surclassa quella ordinaria e per l'ex presidente rossonero Fouzi Hadj arriva la prima sentenza di condanna per il crac dell'As Lucchese Libertas 1905: cinque anni di inibizione e radiazione dalla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc. La decisione è stata presa della Commissione Disciplinare che ha accolto in toto le richieste della procura federale condannando all'inibizione per tre anni anche l'ex amministratore unico Massimo Kutufa. Stralciata per difetto di notifica la posizione di Giovanni Torre e Silvio Giusti - ex consiglieri d'amministrazione nel periodo settembre 2007-luglio 2008 - che verranno giudicati separatamente mentre sono stati rinviati alla procura federale per un eventuale riesame della posizione gli ex dirigenti Pier Luca Bubbi, Damiano Sterle, Oussama Osman e Roberto Davini membri del Cda rossonero dal 9 gennaio 2006 al 20 settembre 2007.  Il procedimento incardinato dalla giustizia sportiva prende spunto dalla sentenza emessa dal tribunale di Lucca il 18 novembre 2008 con la quale venne dichiarato il fallimento della Lucchese revocandone l'affiliazione. La pubblicazione del provvedimento determinò la procura federale - rappresentata dall'avvocato Mario Taddeucci Sassolini - ad operare il deferimento dei vertici responsabili della gestione societaria.  Secondo la procura federale il presidente Hadj, attraverso la società Brisk Business llc titolare del 99,96% del capitale sociale, dal gennaio 2006 al settembre 2007 venne inibito in due distinte occasioni per omesso versamento di emolumenti, imposte e contributi. «Hadj - si legge nella requisitoria della procura federale - il 31 ottobre 2007 depositò alla Covisoc dichiarazioni mendaci e non provvide, durante il periodo della sua presidenza, alla ricostituzione del capitale sociale a norma di legge. La sua responsabilità nelle vicende societarie è quindi al di fuori di ogni ragionevole dubbio». Mano pesante anche per Massimo Kutufa, amministratore unico dal 21 luglio al 30 ottobre 2008 dell'As Lucchese Libertas 1905 iscrittasi al campionato di Terza Categoria: «Presidente in carica al momento della revoca dell'affiliazione e facente parte della dirigenza della società come direttore generale sin dal 2006 - si legge nelle richieste dell'avvocato Taddeucci Sassolini - non risulta che dopo la sua nomina ad amministratore unico abbia operato alcun intervento al fine di evitare la dichiarazione dello stato d'insolvenza».  In riferimento all'esclusione dal deferimento di Bubbi, Sterle, Osman e Davini con la motivazione «sono cessati dalla carica di amministratori della società e di membri dell'organo direttivo un anno prima della sentenza di fallimento» il collegio non condivide l'assunto e ritiene passibili di preclusione ed inibizione anche i dirigenti in carica nel precedente biennio. E la Disciplinare ritiene anche «che la nomina dei nuovi amministratori della società dopo il 20 settembre 2007 non preclude la responsabilità dei precedenti non potendosi ipotizzare che lo stato d'insolvenza si sia verificato unicamente nell'ultimo anno di gestione».

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