Finanza
Coi libri in piazza contro Gelmini
Nadia Davini
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La protesta degli studenti in piazza Ironica protesta degli studenti per dire no alla riforma della scuola
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LUCCA. A sedere in piazza del Giglio. Davanti gli striscioni, dietro la statua di Garibaldi. E tra le mani i libri di scuola. La protesta contro il ddl Gelmini diventa ironica, irriverente e originale. Flash mob in città per dire no alla riforma Gelmini, per far sentire la propria voce contro lo smantellamento della scuola pubblica e per fissare anche a Lucca un ulteriore passo nella mobilitazione studentesca. È quello che è successo ieri in piazza del Giglio, quando un gruppo di studenti delle scuole superiori della città si è ritrovato al Caffè delle Mura per decidere il da farsi e inscenare una protesta che esprimesse allo stesso tempo contenuti validi e originalità nell'attirare l'attenzione. Gli striscioni tutti stesi per terra non lasciano dubbi: a Lucca la riforma Gelmini non piace per niente. «La scuola pubblica è un bene comune, - dicono, - e va difesa con la lotta. Siamo qua per far sentire le nostre posizioni e per cercare di organizzarci in modo sempre più concreto, così da portare in piazza numeri consistenti di studenti». Più soldi alla scuola. Meno tagli. Meno precari. Rispetto della sicurezza scolastica e più investimenti nell'edilizia. «Questo governo, - continuano, - sta finanziando con miliardi la guerra in Afghanistan e taglia fondi alla scuola pubblica. Siamo in una situazione di degrado totale: non abbiamo laboratori per studiare ed imparare. Il personale è ridotto all'osso e tanti sono gli insegnanti precari che hanno perso il posto di lavoro. Se pensiamo al nostro dopo non vediamo grandi certezze: il futuro è messo a dura prova, stanno smantellando l'università. E nel mondo del lavoro non ci sono garanzie. «Siamo la generazione precaria, senza diritti. È arrivato il momento di dire basta». «Un paese che non investe sulla cultura è destinato alla decadenza, - "Il sonno della ragione genera mostri", "L'ignoranza fa paura e il silenzio è uguale a morte": sono gli slogan e le scritte riportate su grandi striscioni issati dagli studenti delle scuole lucchesi davanti al Teatro del Giglio per manifestare contro i tagli alla cultura. Prossimo obiettivo: 14 dicembre, il giorno della fiducia al governo. E il giorno in cui a Roma si riverseranno in piazza migliaia e migliaia di studenti universitari e medi per dare la loro "spallata" a questa maggioranza. Anche a Lucca, come a Pisa, verranno organizzati presidi e manifestazioni, ma il tutto è ancora da organizzare in modo preciso. Insomma, anche Lucca non si rassegna. Forme di protesta declinate in modalità diverse, ma con un unico comune denominatore: salvare la scuola e l'università pubblica.
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