Sicurezza
Preoccupazione per accoglienza e informazioni, a rischio le collaborazioni
Si conoscerà solo a Natale il destino di dipendenti e strutture dell'Apt
Paola Taddeucci
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Un centro di accoglienza dellApt 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il futuro si conoscerà prima di Natale. Intorno al 20 dicembre, infatti, la Regione assegnerà i finanziamenti alle Province, cui da gennaio l'Apt - che sarà soppressa - dovrà passare di mano i compiti di accoglienza e informazione turistica, mentre la promozione verrà affidata a un ente regionale, Toscana Promozione. Una trasformazione, decisa dalla stessa Regione a seguito dei tagli governativi, che ha già scatenato tante polemiche e continua a suscitare forti preoccupazioni. In ballo c'è il futuro di personale e sedi di quella che ormai tra qualche giorno sarà l'ex azienda di promozione turistica: in totale 5 dipendenti, altrettanti uffici, un budget di 800mila euro e numerose collaborazioni. «Tutto dipende - dice Patrizio Petrucci, assessore e vicepresidente della Provincia - dalle risorse che ci darà la Regione. «Ora non possiamo fare previsioni, possiamo solo sperare che l'ente guidato da Rossi accolga le richieste fatte non solo dalla Provincia di Lucca, ma da tutte le Province toscane e che sono state ribadite al tavolo regionale anche pochi giorni fa. «Le nostre richieste sono in un'unica direzione: cioè che i finanziamenti coprano i costi per mantenere quello che c'è, senza correre il rischio di tagli e chiusure. «Mi auguro veramente che si vada in questa direzione». Petrucci puntualizza, tuttavia, che per quanto riguarda il personale già dipendente della Provincia, ovviamente non si porrà alcun problema. Diverso il caso, invece, delle numerose collaborazioni messe in atto in questi anni, sulla possibilità di prosecuzione, appunto, c'è la totale incertezza. Ma non è solo il destino relativo all'accoglienza e all'informazione che fa stare in ansia. Anche l'affidamento a Toscana Promozione non vede entusiasta l'assessore Petrucci, che ha espresso più volte le sue perplessità. Per il vicepresidente della Provincia, infatti, la gestione centralizzata potrebbe non essere sufficiente a valorizzare tutte le specificità territoriali e a sopperire il capillare lavoro delle Apt.
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