Attenzione
Buoni-pasto, fumata nera
Nadia Davini
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Il confronto tra genitori e amministratori Per i genitori insufficiente la riduzione a 4,20 o 4 euro
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LUCCA. Panino a oltranza, da lunedì. Niente da fare, l'incontro tra amministrazione (assessori Buonriposi e Pierami e sindaco Favilla) e comitato "protesta buoni pasto Lucca" di ieri mattina non ha portato a riscontri positivi. Di grandi diminuzioni sul prezzo dei buoni pasto non si parla: il margine a disposizione potrebbe permettere di passare dagli attuali 4,40 euro a 4,20, 4 euro al massimo. Alla fine dei conti, i soldi che devono rientrare nelle casse comunali restano a 600 mila euro, da recuperare dai ticket. «Inevitabile», dice il sindaco. «Poco accettabile», commentano i genitori. Così le aperture dell'amministrazione (rivedere la fascia massima di spesa, attenuare le fasce e gli indici di benessere, intervenire sulle modalità scelte per il secondo e terzo figlio) finiscono per non soddisfare totalmente le famiglie, che sul punto centrale della protesta condotta in queste settimane (il costo dei buoni pasto) non hanno ottenuto ciò che chiedevano. «Il costo è inadeguato - spiega Alessandro Marcelli, presidente del comitato - Sia per la qualità del cibo, sia perchè non si vede alcun risparmio. L'anno scorso i centri di cottura erano quattro e spendevamo 3,10 euro. Quest'anno è stato costruito appositamente un unico centro per risparmiare e ci troviamo a spendere di più. Dove sono finiti i soldi risparmiati? Perchè non si possono reinvestire nei buoni pasto? Non possiamo accettare una riduzione così limitata, perché la spesa resta comunque eccessiva per i genitori». Di nuove tariffe e nuovi indici si parlerà poi per il prossimo anno scolastico. Fino ad aprile devono restare in vigore i limiti e i margini stabiliti nell'attuale bilancio comunale. «Deve restare chiaro - afferma il sindaco - che da quest'anno in poi il costo dei buoni pasto comunque aumenterà. E sarà superiore rispetto a quello degli anni passati. Per quest'anno è inevitabile recuperare 600mila euro dai buoni pasto. «Tuttavia abbiamo notato che la maggior parte delle famiglie lucchesi rientra nella fascia massima di spesa, a 4,40 euro. Da gennaio il Comune dovrebbe ricavare 200mila euro in più del previsto, quindi i margini di riduzione del buono pasto restano in questi termini. Il solo reddito non basta per calcolare la situazione economica di una famiglia, però credo che gli uffici abbiano esagerato e sbagliato con gli indici di benessere, soprattutto per quanto riguarda le bollette». «I 200mila euro che pensiamo di ricavare a gennaio - sostiene l'assessore alle finanze Giovanni Pierami - verranno utilizzati per diminuire il costo del buono pasto nell'immediato, non potremo scendere sotto i 4 euro. Interverremo poi sul secondo e terzo figlio e attenueremo le fasce e gli indici di benessere: attualmente se una famiglia supera la soglia prevista per le bollette passa subito alla fascia massima di spesa. Faremo in modo che passino a quella intermedia». La posizione dell'amministrazione comunale non sembra convincere i genitori. E da lunedì il panino day riparte: negli ultimi giorni hanno partecipato alla protesta 2.400 famiglie. I numeri sembrano in aumento per le prossime settimane. «Tutta la questione delle mense - aggiunge l'assessore Buonriposi - nasce anche perché non lavoriamo in condizioni facili, il personale è sempre più ridotto. I funzionari sono sempre meno. La questione delle tariffe ci ha preso di sorpresa: con l'introduzione delle fasce di reddito, volute dal consiglio comunale, abbiamo dovuto rivedere tutti i criteri. Gli uffici sono oberati e hanno dovuto trovare soluzioni tecniche immediate». Da martedì intanto partirà il tavolo permanente tra genitori e amministrazione per discutere di mense e di tutte le questioni che riguardano le scuole pubbliche.
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