Attenzione
Ho avuto paura che sparasse anche a me
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I rilievi nel punto dove è avvenuto il feroce delitto Parla la persona che ha incrociato l'aggressore mentre fuggiva dopo l'agguato
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BAGNI DI LUCCA. «Abbiamo sentito alcuni spari e subito dopo abbiamo visto un ragazzo che si infilava una pistola sotto il giubbino, dirigersi verso di noi». Sono ancora sotto choc tre persone, padre madre e figlio, argentini, che si trovavano ieri mattina intorno alle 12.30 a camminare lungo la strada, a pochi metri dal luogo dell'omicidio. «Ho avuto paura che il giovane sparasse anche a noi - racconta la donna, di nazionalità italiana, ma emigrata in Argentina tanti anni fa - per fortuna non era del tutto "loco" e ci ha risparmiato: è chiaro che l'obbiettivo era solo quella povera ragazza. L'uomo camminava a passo svelto ma non correva: se non avessimo visto la pistola non avremmo pensato che fosse stato lui a sparare. Quando ci ha superato, abbiamo visto che ha preso per una piccola strada che sale su, verso Corsena. Quando è stato abbastanza lontano dal luogo dell'omicidio ha iniziato a correre ed è sparito subito. «L'omicida, di carnagione chiara, corporatura magra, capelli scuri tagliati corti, non troppo alto, indossava un giacchetto e un paio di calzoni neri: la pistola l'ha messa sicuramente nella cintola dei pantaloni, sotto il giacchetto». La donna stava recandosi negli ambulatori di medicina di gruppo dei dottori Giancarlo Alberigi, Giuseppe Giannini e Giorgio Tofani. Ed è proprio quest'ultimo che ha assistito alla sparatoria: «Mi trovavo dentro il mio ambulatorio - racconta il dottore - quando ho sentito degli spari. Nello studio c'era anche la segretaria, Sara Giusti, che si è impaurita perché credeva che l'uomo armato potesse entrare dentro l'ambulatorio e sparare anche a lei. Per fortuna non è andata così. Una volta che l'assassino è andato via sono subito uscito fuori per soccorrere la donna, ma ho visto che purtroppo non c'era più niente da fare. Subito è arrivata l'ambulanza del 118 che l'ha portata all'ospedale, ma ormai le sue condizioni erano disperate. Dall'ambulatorio sono subito partite due persone a bordo di una macchina che si sono diretti verso Corsena, proprio per vedere se riuscivano a trovare l'uomo per bloccarlo subito, ma non lo hanno visto». Increduli sono alcuni ragazzi amici del figlio di tredici anni di Kaliannys Cala Perez, la giovane uccisa, arrivati sul posto per vedere cosa era successo: «Ma è vero? È vero che la mamma del nostro amico non c'è più? E adesso chi glielo dice? Lui ancora non sa nulla, è a scuola ed oggi ha il tempo prolungato: uscirà alle 16.30». Il ragazzino frequenta la quarta elementare proprio a Bagni di Lucca Villa e la scuola si trova praticamente dalla parte opposta del parco Contessa Casalini, dove la donna è stata uccisa. È quindi a poche decine di metri in linea d'aria ma ancora non sa nulla. «Chi lo andrà a prendere oggi all'uscita di scuola?» concludono i ragazzi. I carabinieri nel pomeriggio hanno perlustrato tutta la zona di Corsena anche con l'ausilio delle unità cinofile ma dell'uomo nessuna traccia. Lo chiamano Leo, il fuggiasco, i suoi amici non riescono a credere che davvero sia stato capace di sparare alla sua donna. «Leo - racconta una persona che lo conosce - abita a poche centinaia di metri da casa mia, a Ponte a Serraglio, insieme ad altre persone, anche loro albanesi. Poche settimane fa ho avuto a che fare con lui perché lavorava in una ditta di muratori e avevo chiesto il loro intervento per farmi fare un piccolo lavoro in casa. Sono venuti, sono stati bravi e anche Leo è stato efficiente e gentile. Mi sembrava un ragazzo pacato, mai avrei pensato che potesse arrivare a compiere un gesto simile. A volte lo incontravo anche al bar a fare colazione: sì, era un po' appiccicoso, ma comunque mi sembrava un bravo ragazzo». In questi giorni a Bagni di Lucca Villa sono in corso le manifestazioni natalizie con i vari stand che vendono prodotti tipici e statuine per il presepe. Ieri, in segno di rispetto per la vittima, il sindaco Giancarlo Donati e il consigliere Claudio Gemignani hanno deciso la chiusura anticipata di due ore degli stand, mentre da metà pomeriggio anche la musica, che attraverso la filodiffusione si sentiva in tutto il paese, è stata spenta. Per oggi invece l'orario delle iniziative sarà quello precedentemente stabilito. Luca Meconi ALTRI SERVIZI A PAG. 5
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