Sicurezza
Ex calciatore finisce in carcere
Luca Tronchetti
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La conferenza stampa in questura Preso con altri tre rapinatori prima di un colpo
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LUCCA. È un ex calciatore professionista il basista di una tentata rapina all'ufficio postale di Lunata finito in carcere con tre malviventi - pendolari del crimine, tutti con precedenti penali - bloccati dagli agenti della Mobile in collaborazione con la questura di Genova che aveva sistemato una microspia all'interno dell'auto usata per compiere il colpo. Si tratta di Salvatore Tomaselli, 25 anni, nato a Palermo, ex vivaio dell'Inter, calciatore del Castelnuovo in C2 nella stagione 2003-2004 per poi passare al Venturina e allo Sporting 2001. È rimasto ad abitare in Garfagnana - a Sillano - dopo il matrimonio con una ragazza sudamericana. Per gli inquirenti è stato lui ad indicare ai tre componenti di una gang palermitana lo sportello di Lunata come obiettivo da colpire. Oltre a Tomaselli in carcere con l'accusa di tentata rapina aggravata sono finiti il capobanda Francesco Senapa, 48 anni, più di 20 trascorsi dietro le sbarre, Gioacchino Castelli, 39 anni e Simone Chimento di 44. I FATTI Stando all'accusa i tre palermitani, a bordo di una Punto, si imbarcano su un traghetto che fa scalo a Napoli e si dirigono in auto verso Viareggio dove prendono in affitto un appartamento. Da lì la sera del 2 dicembre effettuano un sopralluogo all'ufficio postale di via Giomi a Lunata. Studiano la zona, le vie di fuga, gli orari d'entrata degli impiegati. La mattina dopo alle 6 la Punto con a bordo i tre palermitani, a cui si unisce Tomaselli, si ferma nel parcheggio a pochi metri dall'ufficio postale in attesa dell'arrivo dell'impiegato incaricato di aprire lo sportello. Ma prima che la rapina possa compiersi entrano in azione gli agenti della volante che bloccano l'auto arrestando gli occupanti. Nell'abitacolo la Mobile rinviene due cacciavite a taglio, una tenaglia, due cappellini neri. Senapa, stando all'accusa, poco prima del blitz era sceso dall'auto per perlustrare la zona sino al retro delle Poste dove si trova la porta posteriore. I RETROSCENA. La squadra Mobile era sul posto perchè i cellulari di Senapa e degli altri erano da tempo monitorati. Nell'ottobre 2010 la Mobile di Genova indagando su una rapina avvenuta in un istituto di credito ligure e compiuta da tre uomini - uno dei quali a volto scoperto - era arrivata ad identificare il presunto capobanda: Francesco Senapa. La polizia gli ha messo il telefono sotto controllo arrivando ad individuare anche gli altri componenti della gang. È ascoltando le conversazioni il 25 e 27 novembre che gli inquirenti capiscono che la banda progetta una rapina «in trasferta» utilizzando una macchina presa in un autonoleggio a Palermo. Così la sera del 1 dicembre, quando Senapa, Castelli e Chimento s'imbarcano sul traghetto a bordo della Punto presa a nolo, gli agenti hanno già posizionato all'interno della macchina i dispositivi elettronici per le intercettazioni ambientali. E tramite le microspie arrivano a sventare la rapina e ad arrestare i banditi. I malviventi continuano a negare l'addebito. «Lì vicino c'era una cantiere, volevamo vedere se ci davano un lavoro» si giustificano con i magistrati. Ma intanto gli investigatori stanno cercando di capire se la gang è implicata in almeno altre due-tre rapine in Lucchesia.
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