Il Tirreno

Lucca

Uccide l’ex fidanzata per gelosia poi si nasconde nei boschi

I bossoli sul terreno
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I bossoli sul terreno

L’ha uccisa per strada, crivellandola con 7 colpi di pistola. Era accecato dalla gelosia, non sopportava il suo rifiuto dopo la fine della relazione. Il delitto passionale è stato consumato a Villa di Bagni di Lucca, ieri a mezzogiorno. La vittima, Kalyannis Kala Perez di 27 anni, di origine cubana, lascia un figlio tredicenne. Il killer, il muratore albanese Leonard Grifsha di 24 anni, è braccato dai carabinieri

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Non ha sopportato il rifiuto della donna di cui si era invaghito e le ha sparato sette colpi di pistola in pieno giorno, a distanza ravvicinata, mentre lei era in compagnia di una cugina di 15 anni. I proiettili l’hanno raggiunta al torace e al tronco ed è morta poco dopo il ricovero in ospedale. L’assassino invece è fuggito rifugiandosi nei boschi ed è braccato dai carabinieri. L’ennesimo delitto passionale si è consumato poco dopo mezzogiorno a Villa di Bagni di Lucca nelle vicinanze del parco e a pochi metri da un ambulatorio.

La vittima è Cala Perez Kalianys, cubana di 27 anni, sposata e con un figlio di 13 anni, uccisa a Bagni di Lucca con sette colpi calibro 7,65. A sparare, Leonard Grifsha, 24 anni, di Ponte a Serraglio (Lucca), muratore di origini albanesi che frequentava da otto mesi, da quando cioè si era separata dal marito, Angelo De Simone, 54 anni.

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Galeotto il luogo di lavoro: la ragazza cubana da quattro anni era la cuoca-cameriera dell’Hotel Dogana di Bagni di Lucca, mentre Leonard, dipendente di una piccola impresa edile costituita da connazionali, effettuava lavori di ristrutturazione all’esterno dell’edificio. Così a forza di vedersi quotidianamente tra i due era nata una simpatia e probabilmente una breve storia d’amore. Forse non troppo impegnativa per lei,  mentre lui invece era perso per quella donna e faceva progetti per il futuro.

La cameriera tuttavia, con il passare delle settimane, aveva deciso di troncare qualsiasi relazione con lo spasimante che non voleva rassegnarsi a perderla e che stava diventando invadente e molesto. Lei aveva preso una decisione definitiva: andarsene da Bagni di Lucca. Domenica sera aveva consegnato al suo datore di lavoro una lettera di licenziamento. Avrebbe preso suo figlio e si sarebbe trasferita a Firenze. Forse c’era un altro uomo dietro quella scelta? Difficile dirlo, almeno per adesso. L’unica certezza è che lunedì la notizia si era diffusa nel cantiere dell’hotel dove i connazionali avevano visto Leonard spesso in compagnia della cameriera cubana. E l’albanese aveva reagito allo stesso modo: licenziandosi dalla ditta. Adducendo gravi problemi familiari legati alla precarietà delle condizioni di salute dei suoi genitori che vivono a Tirana.

Travolto dalla gelosia, forse già meditava vendetta contro quella donna che l’aveva rifiutato. Stamattina di buon ora è andato al bar Roma proprio a cento metri dalla casa dove, da otto mesi, vive la Perez, portandosi dietro il revolver e nascondendolo nella tasca del giubbotto di pelle. La cuoca era a casa ammalata. Con lei la cugina Yannia Perez, 15 anni, arrivata da Cuba meno di una settimana fa. Poco prima di mezzogiorno sono uscite di casa e hanno imboccato viale Umberto I per poi dirigersi verso via Contessa Casalini. La cameriera, con qualche linea di febbre causata dall’influenza, in compagnia della cuginetta stava recandosi dal medico di famiglia.

Leonard le ha seguite a distanza. Loro si sono accorte della sua presenza, ma hanno fatto finta di nulla. Arrivate a poche decine di metri dall’ambulatorio il muratore ha chiamato per nome quella che, sino a pochi giorni prima, riteneva essere la sua donna. Lei si è voltata come a chiedere cosa volesse e lui ha estratto dalla tasca la pistola e le ha esploso due colpi che l’hanno centrata in pieno petto. È crollata a terra tra le urla disperate dall’adolescente. L’albanese ha fatto pochi passi si è avvicinato a quel corpo esanime a terra e dall’alto verso il basso ha sparato ancora cinque volte in rapida successione sempre all’altezza del tronco e del torace. A quel punto ha riposto l’arma e si è allontanato. Alla scena hanno assistito decine di persone e il medico Giorgio Tofani, uscito dal suo studio dopo aver udito gli spari, ha cercato d’inseguirlo con l’auto senza rintracciarlo. Sul posto i carabinieri che hanno sentito diversi testimoni e che per tutto il pomeriggio e sino a tarda sera hanno proseguito le ricerche dell’assassino rifugiatosi presumibilmente nei boschi sopra Monti di Villa.

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di Redazione web