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Perizia psichiatrica sull'operaio di Pisa che uccise Vanessa
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A destra la mamma di Vanessa sopra lomicida 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Simone Baroncini, 36 anni, di Pisa, l'operaio che nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2009 strangolò Vanessa Simonini, 20 anni, di Gallicano dopo l'ennesimo rifiuto ad iniziare una relazione al momento di uccidere sarebbe stato incapace d'intendere e volere perchè in preda ad uno «stato crepuscolare» simile al sonnambulismo. È quanto sostiene nella sua relazione il consulente di parte nominato dal legale dell'omicida. Ieri mattina - a 24 ore dalla prima udienza con il rito abbreviato davanti al giudice Alessandro Dal Torrione - l'avvocato Antonio Cariello, legale dell'imputato, ha depositato in cancelleria una consulenza di parte dello psichiatra Stefano Rama. Una relazione peritale che stamani sarà vagliata dal giudice. Secondo il perito della difesa Baroncini al momento di uccidere sarebbe stato colto da un raptus che in quel frangente avrebbe limitato la sua capacità d'intendere e volere. Per lo psichiatra l'operaio sarebbe stato colto da uno «stato crepuscolare simile alla sonnambulia». In sostanza l'assassino nel momento in cui ha stretto le sue mani attorno al collo della ragazza non voleva uccidere perchè non aveva consapevolezza di quanto stava facendo. Avrebbe compiuto, sempre stando alla difesa, un «movimento incosciente, senza premeditazione». Uno stato d'animo presente nella letteratura medico-scientifica che fa vivere il soggetto in uno stato di torpore che, dal punto di vista clinico, lo rende incapace di comprendere le azioni che compie. Stamani Simone Baroncini - detenuto nel carcere Don Bosco di Pisa in regime di carcerazione preventiva sino a luglio nel caso in cui la sentenza non venga pronunciata prima di quella data - comparirà davanti al giudice nell'udienza camerale con rito abbreviato. Ci saranno anche i parenti della vittima assistiti dall'avvocato Tiziana Bertani. Si sono costituiti parte civile la mamma di Vanessa, Maria Grazia Forli, il papa Giuseppe Simonini e le sorelle Simone e Melania. Chiedono giustizia per Vanessa, un ragazza innocente strappata alla vita nel fiore degli anni. E fuori dall'aula tanti amici e amiche della giovane barbaramente uccisa da quello che considerava soltanto un conoscente e che aveva anche aiutato quando, trovandosi in difficoltà economica, le aveva chiesto del denaro. A reggere l'accusa il sostituto procuratore Lucia Rugani che ha curato l'inchiesta sin dal momento dell'arresto dell'operaio e che è pronta a formulare la sua richiesta.
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