Il Tirreno

Lucca

Mensa, la protesta continua

Nadia Davini
La riunione dei genitori e il centro cottura
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La riunione dei genitori e il centro cottura

Tregua soltanto giovedì per l'incontro genitori-Comune

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 LUCCA. Continua il panino day, ieri (ma sarà così anche oggi) la protesta dei genitori non si ferma e coinvolge sempre più scuole. La singolare reazione dei genitori, che mandano i bambini a scuola con il panino e non consegnano i buoni pasto, dovrebbe però fermarsi nella giornata di giovedì, quando una delegazione del comitato "Protesta buoni pasto Lucca" incontrerà l'assessore all'istruzione, l'assessore al bilancio e il sindaco per avanzare proposte e cercare di risolvere questa situazione considerata non ottimale.  Gli obiettivi restano i soliti: diminuzione della tariffa del buono pasto, con conseguente eliminazione dell'aumento del 40 per cento del prezzo (da 3 euro e 10 dell'anno scorso a 4,20 di quest'anno); rivisitazione degli indici di calcolo, ritenuti "iniqui" dalle famiglie; creazione di un tavolo permanente sulla scuola pubblica lucchese.  Per discutere delle mense e non solo. I genitori vogliono affrontare i problemi legati all'edilizia scolastica, al cibo somministrato ai bambini e ai soldi spesi per la gestione e il miglioramento delle scuole.  Insomma, le intenzioni per avviare un confronto a tutto campo ci sono tutte.  Ora il comitato attende di conoscere le posizioni dell'amministrazione comunale, intanto rispetto alla questione mense. E poi agirà di conseguenza.  Proprio così e i genitori sono già avvertiti.  «Se il risultato dell'incontro - dice il comitato - non sarà ritenuto soddisfacente e non ci saranno passi avanti, noi continueremo con la protesta del panino».  Ovvero le famiglie continueranno a mandare i propri figli a scuola col panino nello zaino, al posto del pranzo a mensa, già da lunedì prossimo.  Così ha deciso il direttivo del comitato, riunitosi ieri pomeriggio a Ponte a Moriano.  La trattativa si preannuncia spinosa: neppure i 20 centesimi di riduzione sembrano rappresentare una soluzione: «Questo passo dell'assessore - dicono i genitori - può essere considerato un'apertura. Resta comunque il fatto che l'anno scorso con tre centri cottura in funzione spendevamo 3,10. Quest'anno con un centro di cottura unico, nonostante le promesse di risparmio fatte dall'assessore spendiamo 4,20 euro. E la qualità non è migliorata: è inutile poi continuare a tirare in ballo il cibo biologico per giustificare in questo modo l'aumento. Il biologico al 90 per cento c'era anche nell'anno passato e il costo della mensa era sicuramente abbordabile».  Intanto i numeri danno ragione ai genitori in protesta: i due giorni di panino day (giovedì e venerdì scorsi) hanno visto un'adesione all'80 per cento.  Molte scuole stanno continuando: ieri il settimo circolo, con Santa Maria a Colle e Nozzano in testa, non ha consegnato il buono pasto; così è successo alla Dante Alighieri in città.  Domani sarà la volta della Fornaciari. «Aspettiamo di vedere come si evolve la situazione - conclude il comitatoCerto è che le nostre posizioni sono chiare»".

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