Il dolore
I SOCCORRITORI
«Avevano perso l'orientamento per la nebbia improvvisa»
L.D.
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Carla con ciaspola e piccozza 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Alle 4,20 la squadra del Soccorso Alpino Emiliano dava la buona notizia via radio: Martino Bormida e Carla Lenzi erano stati trovati. Un'operazione complessa che ha esaltato l'efficienza e le competenze degli uomini del Soccorso Alpino. Subito in azione quello toscano, poi i dispersi sono stati ritrovati nella parte emiliana. «Per capire su quale versante si trovavano - dice il delegato del Sast, Stefano Rinaldelli - è stato decisivo il tracciato del telefonino. Loro erano certi di essere ancora sul versante toscano del Monte Cella, ma alcune loro indicazioni avevano messo il dubbio alle nostre squadre. Poi le telefonate al 118 e al 112 erano state ricevute da Modena e Sassuolo e, infatti, alla fine eccoli sul versante emiliano». In campo dunque squadre toscane, da Lucca, Querceta, Massa ed altri volontari, ed emiliane. Le condizioni erano davvero proibitive: vento, neve e nebbia. Per chi arrivava dal fronte toscano, anche il pericolo valanghe, mentre gli emiliani dal basso trovavano meno problemi di vento. «Per fortuna, i due dispersi erano persone esperte e soprattutto ben abbigliati e ben attrezzati - aggiunge Rinaldelli -. La montagna va affrontata con le dovute accortezze e queste hanno salvato Martino e Carla. Al momento del ritrovamento erano spaventati, ma in condizioni fisiche discrete. Tanto che sino al rifugio Segheria all'Abetina Reale sono arrivati a piedi. Poi un gatto delle nevi li ha portati a Civago (Modena). Cosa è successo? La nebbia è calata repentinamente con una visibilità a circa 3-4 metri, sopra il bianco della neve: una somma di situazioni che ovatta il mondo che ci circonda e fa perdere l'orientamento. Loro credevano di essere scesi dal crinale sul versante toscano, invece, hanno fatto il contrario».
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