Finanza
Sì al confronto, ma la protesta rimane
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Una assemblea dei genitori e, sotto, il nuovo centro unico per la cottura dei pasti Anche stamani bambini a scuola con il panino, oggi il direttivo del comitato
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LUCCA. Mentre nella maggioranza di centrodestra le accuse di Forza Lucca all'assessore all'istruzione Donatella Buonriposi per come ha gestito il caro mensa stanno riaccendendo la miccia dello scontro con il Pdl (di cui l'assessore è esponente), il comitato dei genitori non pare assolutamente intenzionato a fare passi indietro fino a quando non otterrà una revisione dei costi e dei criteri per individuare il vero reddito delle famiglie, oltre a garanzie sulla qualità del servizio. «Apprezziamo Siamo il fatto che, ora, l'amministrazione comunale sia disposta ad un confronto con noi - dice Alessandro Marcelli, guida del comitato - ma la nostra linea non muta, almeno fino all'incontro di giovedì. I nostri bambini continueranno quindi a portarsi il panino da casa e a non consegnare il buono pasto». Confermata è anche la riunione del direttivo del comitato, in programma oggi alle 18. Dalla parte dei genitori si schiera intanto il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini. «Sulla questione della refezione scolastica - dice - la giunta è costretta a compiere continue marce indietro, dopo avanzamenti del tutto impropri. Ora si apre alla disponibilità di rivedere il costo del pasto dopo aver fissato gli aumenti, e soprattutto dopo che è stato messo in campo un sistema di rilevazione del reddito delle famiglie che finisce per includere la maggior parte degli utenti nella fascia più alta. Un pasticcio infinito, al quale i genitori stanno rispondendo con lo sciopero del panino». Per Tambellini la giunta doveva intanto valutare l'opportunità di aumentare il prezzo dei servizi a domanda individuale in un momento di così grave crisi: «Ammesso e non concesso che non si potesse fare altrimenti per la quadratura dei conti, era necessario avviare in sede di redazione del bilancio preventivo un percorso partecipato, come non si fa e come invece si deve imparare a fare per tutte le voci di bilancio in cui il contributo dei cittadini, degli operatori, delle associazioni, o di chiunque è in qualche modo interessato, è utile per il raggiungimento del miglior risultato». Secondo il capogruppo bisogna partire dal presupposto che il Comune non è del sindaco né della giunta: «È prima di tutto dei cittadini. In sede di consultazione partecipativa, dati alla mano, si sarebbero dovuti mettere a punto i criteri per distribuire nella maniera più equa gli oneri aggiuntivi, concordandoli con i rappresentanti chiamati a concorrere al processo partecipativo. Aver stabilito, tra i parametri per la determinazione dello stato economico delle famiglie, i consumi di gas e di energia elettrica, è sbagliato, come abbiamo detto più volte proponendo una suddivisione articolata per fasce di reddito. La condivisione del percorso credo che avrebbe portato a risultati accettati e avrebbe tolto da molti imbarazzi lo stesso consiglio comunale». Poiché la partecipazione nelle decisioni richiede tempo e impegno, a giudizio di Tambellini «percorsi del genere vanno iniziati tempestivamente, prima dell'inizio dell'esercizio finanziario di riferimento. Se del bilancio di previsione si comincia a discutere alla fine di marzo, com'è avvenuto quest'anno, è chiaro che tempo per il confronto partecipato non ce n'è. Sui pasti distribuiti alle mense, poi, il coinvolgimento dei genitori dei ragazzi, degli operatori scolastici e degli organismi di controllo deve essere massimo e ripetuto, per valutare qualità, quantità e tipologie degli alimenti. È il confronto tra amministratori, esperti, utenti che crea sempre il miglior risultato finale».
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