Sicurezza
La Cisl ricorda i suoi 60 anni
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Una iniziativa della Cisl Confronto a Palazzo Ducale su crisi e prospettive
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LUCCA. Giovedì alle 15, nella sala Tobino della Provincia, la Cisl celebra il proprio sessantesimo attraverso un confronto tra le esperienze di oggi e le testimonianze di coloro che negli anni l'hanno fatta crescere. «Non saremo solo a celebrare un rito - riflette Giovanni Bolognini, segretario generale Cisl - ma ad ascoltare chi ci ha insegnato come fare sindacato sottolineando il tema dell'autonomia sindacale, della volontà di creare una cultura di solidarietà, dell'attenzione alla specificità dei singoli ed alla complessità dei contesti. Vogliamo pensare a questo momento come ad un ponte tra passato e presente, perché come sessant'anni fa ci troviamo a parlare di sviluppo, ieri nell'immediato dopoguerra, oggi con la crisi internazionale e il tema della globalizzazione. A far da filo conduttore c'è il lavoro, che perde la propria centralità di azione dell'uomo, per diventare produzione e merce. Valorizzare il nostro passato serve a gestire meglio il presente e a dare prospettive al futuro anche in una visione locale». I dati Inps e Camera di Commercio fotografano situazioni aziendali di crisi che non si risolvono. Si struttura l'utilizzo della cassa integrazione ordinaria che mantiene livelli costanti di accesso, mentre aumenta l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria, chiaro indice di un sistema economico in difficoltà e dove le prospettive sono sostanzialmente negative, emerge quindi una situazione di grande difficoltà del sistema economico locale, diffusa in tutti i settori ma con punte in negativo nelle costruzioni, nel commercio e nella ristorazione. Lo sportello Prometeo della Cisl per l'accoglienza ai lavoratori con lavoro precario rileva inoltre la maggiore difficoltà dei lavoratori stranieri, che costituiscono il 52% di coloro che si rivolgono allo sportello, dei giovani sotto i 30 anni (28%) e dei lavoratori compresi nella fascia di età tra i 40 ed i 50 anni (24%). «In un contesto in cui il lavoro è sempre meno sicuro e con una crisi mondiale che rende sempre più difficile la quotidianità di lavoratori e pensionati, è necessario tanto occuparsi dei sistemi di sviluppo quanto ascoltare le esigenze delle persone, perché la persona è il fulcro della nostra attività, pensata nella sua unicità di pensionato, lavoratore, studente, disoccupato, precario». «Il problema dell'occupazione, della presenza di opportunità di lavoro diffuse sul territorio provinciale, della qualità del lavoro e dei livelli di tutela - conclude Bolognini - costituisce quindi il punto centrale della nostra azione».
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