Il Tirreno

Lucca

Ore 20, dentro le Mura scatta il coprifuoco

Rossella Lucchesi
Samuele Cosentino nel bar del suo locale
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Samuele Cosentino nel bar del suo locale

Bar quasi tutti chiusi, i gestori: «Non c'è gente, servono iniziative per riportarla»

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LUCCA. Sembra essere diventata un'impresa impossibile entrare nel centro storico dopo l'orario di chiusura dei negozi e trovare un bar aperto. Lo fanno notare turisti che si aggirano sconsolati, a metà settimana, per le vie del centro immersi nella magica atmosfera notturna di una città che all'imbrunire comincia a chiudersi abbandonando coloro che decidono di uscire nonostante le condizioni del tempo.  Ma lo fanno notare anche tanti cittadini e chi per necessità è costretto a rimanere in centro.  Esiste una soluzione per venire incontro al disservizio, singolare in una città che punta tanto sul turismo? Secondo Samuele Cosentino, ristoratore e dirigente della Confesercenti, le soluzioni ci sarebbero, ma manca una vera programmazione, dovuta in larga parte a disattenzioni e ad una scarsa organizzazione.  «Se di sera la città è poco servita - dice - la responsabilità non è certo da attribuire agli esercenti, molti dei quali sarebbero ben lieti di rimanere aperti. Ma coloro che ci hanno provato spesso si sono ritrovati con i vigili urbani che piombano davanti ai locali e con denunce da parte del vicinato per rumori e musica. Atteggiamenti che scoraggiano l'apertura serale e dopo le venti la città va in letargo.  «Per avere più gente e, di conseguenza, più locali aperti sarebbe intanto necessario incentivare i collegamenti con i parcheggi esterni, magari tramite servizio navetta almeno fino a mezzanotte, con costi contenuti.  «E pubblicizzare i servizi con una campagna adeguata fatta di slogan e cartellonistica».  Non è sulla stessa lunghezza d'onda il direttore dell'Apt Icilio Disperati, che non modificherebbe granchè lo stato attuale della città che «altrimenti rischia di perdere la propria identità storica. Chi preferisce il caos - dice - la sera deve rivolgersi altrove e non pretendere di modificare la struttura della città, che perderebbe il fascino che la contraddistingue da qualunque altra realtà».  Per il presidente della commissione centro storico Ascom, Giovanni Martini, il problema nasce anche dal graduale allontanamento dal centro di molti uffici pubblici e privati, dovuto in parte a problemi di parcheggio e in parte a decisioni forse troppo affrettate di spostare fuori dalle Mura numerosi servizi che contribuivano al flusso di gente che faceva girare l'economia della città.  «Lucca è sì un museo a cielo aperto, ma così diventerà un cimitero, anche in vista del fatto - sostiene Martini - che da gennaio molte attività abbasseranno le saracinesche. I lucchesi debbono riappropriarsi del centro. Finalmente anche il Comune ha recepito il problema e insieme alle associazioni di categoria istituirà a breve un tavolo di lavoro per elaborare un progetto che vada a vantaggio di tutti. Cittadini e commercianti di ogni tipo. Un passo in avanti è stato comunque compiuto con la proposta di non far pagare il parcheggio dopo le 18.30. Una opportunità in questo periodo festivo che agevola il flusso di gente fino a tarda sera. Ma anche il parcheggio che sorgerà fuori porta Santa Maria, con ottanta posti auto, è un segnale di risveglio che, anche se toglierà un pò di verde, consentirà maggiori possibilità di accesso al centro».

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