Il Tirreno

Lucca

Le inchieste di Carcade

Lo scrittore Beppe Calabretta
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Lo scrittore Beppe Calabretta

L'ultimo poliziesco di Beppe Calabretta racconta vita e indagini di un poliziotto dal volto umano

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 LUCCA. Per niente epico l'incipit della seconda avventura investigativa di Bruno Carcade, commissario capo di mezza età in forza alla questura di Lucca. Il nostro eroe è preda di una feroce dissenteria ed è costretto a una condizione di vita, a dir poco, umiliante. Ai mali fisici si aggiungono quelli morali: Bruno non è più sicuro dell'amore della moglie Elina che lo trascura e, da archeologa competente, gli preferisce una campagna di scavi in Africa.  Per di più, si trova alle prese con un caso dai risvolti inquietanti: due delitti commessi ai danni di stimati personaggi della città. Arma: un sapiente un mix di farmaci. Nonostante gli sforzi degli uomini della questura, movente e responsabili restano oscuri.  Insomma, come sempre, la polizia brancola nel buio. Ed è solo grazie a tanto lavoro di squadra e olio di gomito (indagini, riscontri, interrogatori, identikit, referti e reperti), alcuni aiuti insperati e un po' di sana improvvisazione (l'antica italica arte di arrangiarsi), che il nostro modesto eroe indagatore riuscirà ad assicurare i colpevoli alla giustizia e a ristabilire l'ordine turbato dalla trasgressione criminale.  Assai cresciuto rispetto al primo romanzo, "Il pescatore di sassi", Bruno Carcade, il protagonista, acquista non poche sfumature e perde parecchi spigoli. Il commissario capo si è fatto più problematico, più dolente: è un guerriero, ma dal cuore tenero. Lo dimostra nella simpatia solidale con cui guarda a Xamal, bel personaggio femminile, ben raccontato nella sua condizione di immigrata alla ricerca di pace, lavoro e dignità nel nostro Paese. Oppure, nell'emozione dolorosa con cui osserva lo spettacolo degli operai rimasti senza lavoro che manifestano davanti a uno dei tanti Palazzi del potere. Insomma, il dolore del mondo, soprattutto se figlio dell'ingiustizia, indigna e offende il protagonista di "All'ombra di Narciso", che, dietro una scorza rude e modi bruschi, cela impensate doti di compassione per i più deboli. Sensibile, Carcade, e sensuale. Sempre all'erta: tanto nel cogliere la bellezza femminile che gli procura, dice, "un piacere più estetico che erotico"; quanto nell'apprezzare un buon cibo.  Beppe Calabretta, "All'ombra di Narciso", Narrativa Bonaccorso, Verona 2010, pp. 162, euro 13.

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