Proteste
Continua lo sciopero del panino
Marco Innocenti
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Genitori in assemblea sul caro mensaIl comitato vuole risposte su costi, indicatori di benessere e qualità dei cibi
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LUCCA. Abbassare le tariffe, eleminare gli indici di benessere fonte di deduzioni sbagliate, aprire una trattativa permanente sulla questione delle mense e della scuola più in generale. Sono queste le richieste presentate all'assessore alla pubblica istruzione, Donatella Buonriposi, dal comitato dei genitori, che raccoglie già un migliaio di aderenti. Il direttivo si riunirà oggi per decidere le nuove iniziative per ottenere un servizio migliore a prezzi meno onerosi. Intanto lo sciopero del panino è confermato. «Nel primo giorno della protesta - dice Alessandro Marcelli, guida del comitato - non hanno consegnato il buono pasto 856 bambini, nel secondo sono saliti a 1120. Domani aumenteranno ancora. Praticamente l'adesione è totale. La partecipazione è grande, basta guardare il nosto sito su Facebook». Che cosa contestate di preciso all'amministrazione? «Tre aspetti su tutti: il costo del ticket alzato a 4,40 euro, con un incremento del 42%; la scelta degli indicatori di benessere che hanno portato nella fascia più alta oltre l'80% degli utenti; la qualità del servizio che non è affatto migliorata». Non credete che sia giusto graduare la contribuzione in base al reddito ed evitare che i furbi facciano pagare di più chi ha meno? «Certo, e non contestiamo indicatori che riguardano le auto possedute e altri beni di lusso. Ma quelli legati al consumo del metano e dell'energia sono assolutamente fuorvianti. Vanno rivisti, subito. Con queste scelte il Comune fa pagare, ad una famiglia tipo con due bambini, dai 460 ai 580 euro all'anno in più. Una stangata che tanta gente davvero non può sostenere in questi momenti». Perché dite che il servizio non è migliorato? Il nuovo centro di cottura è ultramoderno, il menù è stabilito da un nutrizionista. «Le faccio qualche esempio. La scorsa settimana per tre giorni ai bambini è stata servita la frittata di zucchini, con variazioni del menù all'ultimo momento. Non ci pare che tante uova siano proprio il massimo per i bambini, né che il loro costo giustifichi i 4,40 euro del buono. Il problema di fondo però è che i cibi cotti ore prima arrivano in tavola spesso freddi e scotti. La pasta viene cotta alle 11 e servita alle 12,30. Nel brodo di verdura si mette il riso e, anche se lo si fa cuocere tre minuti appena, gonfia a dismisura. Da notare che i genitori della commissione mensa assaggiano i cibi nella cucina della scuola, appena arrivati, non a tavola con i bambini, dove arrivano già più freddi9. Giudicate un errore il ricorso al centro unico? «Se non si trovano soluzioni a questi problemi, sì. La realtà è che il Comune ha giustificato la realizzazione con il risparmio portato dalla riduzione dei centri, da 4 a uno. Ma quel risparmio doveva essere reinvestito nella scuola. Invece non sono andati avanti nemmeno i lavori promessi per l'edilizia». L'assessore Buonriposi è pronta a discutere una riduzione del costo del buono pasto a 4,20. «Il fatto che adesso sia disposta a confrontarsi è positivo. Noi valutiamo ogni proposta, ma le dico subito che la riduzione di cui si parla è insufficiente. Ad ogni modo attendiamo risposte ai tre punti fondamentali indicati nel nostro documento: tariffa, indicatori di benessere corretti, qualità del servizio».
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