Il Tirreno

Lucca

Strada etrusca o ramo dell'Auser?

La strada etrusca scoperta nel 2004 al Frizzone
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La strada etrusca scoperta nel 2004 al Frizzone

Il ritrovamento di San Filippo fa litigare gli archeologi

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 LUCCA. Polemica tra gli studiosi di archeologia dopo la richiesta di 40 cittadini italiani e stranieri di avere notizie sulla presunta strada (22 metri di larghezza) scoperta a primavera a San Filippo. Chiamato in causa, il direttore degli scavi Giulio Ciampoltrini replica.  «Nei pressi del cimitero di San Filippo emerse un sedimento di ghiaia compatta, con materiali etruschi d'età arcaica e classica, che impose di far procedere i lavori con grande raffinatezza di metodo e accuratezza. Sulla scorta delle tipologie stradali d'età etrusca e romana del territorio, la possibilità che il sedimento in questione fosse manufatto era altissima. Lo scavo è stato sviluppato a lungo, e ha dato una massa di dati che attende una valutazione scientifica raffinata, con una paziente ricerca dei casi paralleli e della letteratura scientifica. Al contrario di quanto accadeva in altre circostanze, non è stata indetta nessuna conferenza stampa, nessuno ha magnificato alcunché. Avevo segnalato la possibilità che si trattasse non di un manufatto, ma di un relitto di un paleoalveo. Lucca ha conosciuto una particolare attività giornalistica sul tema dell'archeologia, che spesso ha portato, o cedendo all'entusiasmo del momento o per altre considerazioni, a valutazioni su ritrovamenti che in seguito l'analisi scientifica ha imposto di modificare: valga per tutti il caso dell'affascinante scoperta delle condutture sotterranee di piazza Napoleone, nelle quali parve di vedere relitti dell'Augusta, e che poi l'inesorabile documentazione ottocentesca del progetto e delle spese per realizzarlo ha imposto di leggere come cloache della prima metà dell'Ottocento. Valutazioni in sedi scientifiche, convegni, mostre: la corretta procedura di presentazione del dato archeologico sarà applicata anche in questo caso, come è accaduto con i molti altri che ho avuto modo di affrontare».  Ciampoltrini aggiunge: «Può darsi che dalla conclusione della ricerca non emergerà una sensazionale strada etrusca del VI secolo a.C., forse si tratterà "solo" di uno dei rami dell'Auser che fra VI e V secolo a.C. divagava alla periferia di Lucca. Penso che gli appassionati della storia antica di Lucca non ne saranno delusi».  Controreplica dell'archeologo Michelangelo Zecchini: «Chiunque può capire che usare accuratamente per settimane bisturi e spazzolino al fine di portare in luce una straordinaria strada etrusca è opportuno e doveroso, mentre è abbastanza sconveniente utilizzare lo stesso tempo, gli stessi strumenti e un bel gruzzoletto per far affiorare il letto di un torrente.  «Sarebbe facile ironizzare, preferisco invece constatare con amarezza che con quei denari si sarebbero potuti fare interventi utilissimi e urgenti nel campo dei beni culturali».

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