Il Tirreno

Lucca

«Pasti, tariffe ridotte e migliore qualità»

Rossella Lucchesi
Genitori in assemblea contro il caro mensa a San Pietro a Vico
◗
Genitori in assemblea contro il caro mensa a San Pietro a Vico

Gremita l'assemblea dei genitori: «Prentendiamo che il Comune ci ascolti»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Si intensifica la mobilitazione dei genitori contro il caro mensa nelle scuole elementari e materne del Comune. Nell'assemblea di giovedì sera a S. Pietro a Vico, gli oltre 200 presenti sono apparsi decisi a far valere in ogni modo le loro ragioni, nonostante la posizione di chiusura dell'amministrazione comunale che non pare affatto intenzionata a rivedere le sue scelte, almeno per quest'anno. All'origine della mobilitazione l'aumento del buono pasto, passato da 3,10 euro ad un massimo di 4,40. «Un incremento sproporzionato, che si attesta al 42% rispetto al 2009 - dice Francesco Fioretta, del direttivo del comitato dei genitori -. La cosa peggiore sono gli indicatori di benessere che stabiliscono fasce di reddito che di fatto conducono circa l'80% delle famiglie verso quella più alta. Col risultato che tutti pagheremo 4,40 euro, a prescindere dalla reale situazione economica».  Secondo i genitori non è possibile, né corretto stabilire il tenore di vita di una famiglia dalla cilindrata di un'auto oppure dal consumo di energia elettrica, spesso dovuto alla presenza di persone che hanno bisogno di strumenti per la salute e comunque non possono passare le giornate al freddo. «La nostra protesta non vuole strumentalizzare i bambini - aggiunge Michela Donati - ma sensibilizzare i nostri amministratori sul disagio che coinvolge tante famiglie. Oltre all'abbattimento degli indicatori di benessere, chiediamo al Comune una revisione delle tariffe. E soprattutto di essere parte attiva delle decisioni che vorrà prendere sulle scuole».  Intanto i manifestanti hanno protocollato un documento condiviso indirizzato al sindaco Favilla, all'assessore Buonriposi e al dirigente dell'ufficio scuola nel quale si chiede un incontro formale che porti ad un accordo. In caso contrario la protesta proseguirà: i genitori esigono di essere ascoltati.  «E magari - sostiene Debora Cei - vorremmo non sentirci definire "rompiscatole" dall'assessore solo perchè si chiedono chiarimenti e informazioni».  Oltre alla riduzione delle tariffe il comitato chiede maggiori cure nella preparazione dei pasti prodotti nel centro unico di cottura: «Spesso arrivano a destinazione freddi e scotti data la distanza dalle scuole. Mio figlio si lamenta perchè le pietanze sono poco mangiabili e scarse», osserva Roberto Tommasi, evidenziando anche la carenza di attenzione verso quei bambini con intolleranze alimentari. «Che - aggiunge Filippo Nieri - minano la salute dei nostri figli, che spesso lasciano il cibo nel piatto e arrivano a sera stanchi e affamati perchè la mensa non offre alternative».  Dalla primavera ad oggi, contestano ancora i genitori, variazioni sul menù solo per tre pietanze. E ci sono problemi anche per l'acqua. «Per risparmiare sui costidicono i genitori - il Comune aveva deciso di sostituire l'acqua minerale con quella del rubinetto, per poi ripensarci».  L'assemblea è chiara: si vuole che la mensa funzioni adeguatamente: «È un nostro diritto e siamo stanchi di metterci le mani in tasca senza alcun vantaggio» spiega Alessandro Marcelli portavoce del comitato, polemico anche per lo stato dell'edilizia scolastica che spesso mette a repentaglio la sicurezza dei bambini».  Intanto prosegue il tam tam via e mail e attraverso volantinaggio perchè, conclude Fausto Ori, «i responsabili del Comune devono capire le esigenze delle famiglie che in momenti di crisi economica non possono essere gravate da ulteriori spese».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze