Finanza
La protesta si estende a macchia d'olio
Nadia Davini
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Bimbini col panino a pranzo Aumentano le adesioni dei bambini, tam-tam su Facebook
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LUCCA. Ancora protesta. Ancora panini al posto dei buoni pasto. I genitori lucchesi sono arrabbiati e decisi a far valere le loro ragione e nella seconda giornata dedicata al "panino day" (ovvero i bambini mangiano panini in classe invece che andare a mensa, presentando il regolare buono pasto) affondano il colpo con ancora più decisione e determinazione. L'adesione di ieri ha superato qualsiasi aspettativa, con scuole che hanno aderito interamente alla protesta, causando non pochi problemi economici nel rapporto tra Comune e azienda che prepara e distribusce i pasti. Mangiare il panino in classe, infatti, significa non consegnare il buono e quindi non pagare. «Meno male che è saltata la proposta di farci pagare a forfait e non in base al pranzo davvero consumato, altrimenti avremmo rimesso un sacco di soldi - dicono i genitori -. I bambini ci dicono che il cibo arriva spesso freddo e scotto e non lo mangiano». A San Vito (materna ed elementare) la partecipazione è stata maggiore di giovedì: su 72 iscritti, solo 3 buoni pasto; stessa cosa alla primaria, dove su 192 iscritti, 189 bambini hanno mangiato il panino. Idem alla Don Milani a Sant'Anna (179 bambini, 168 col panino); a San Cassiano, l'adesione alla protesta c'è stata al cento per cento, come scuola dell'infanzia dell'Arancio, a San Marco, san Pietro a Vico e a Santa Maria a Colle. Il comitato parla di soli 127 buoni su 1300 bambini presenti. «I nostri bambini - spiegano i genitori - in risposta alle dichiarazioni dell'assessore Buonriposi - sono contenti di mangiare per uno, massimo due giorni, il panino. Per loro è una festa, un qualcosa di nuova e di diverso, da condividere con i compagni di classe. Non c'è solo il malcontento per la tariffa del buono pasto, che costa tanto e segue indicatori e logiche inique. La questione riguarda anche il rapporto qualità-prezzo. Perchè a dire il vero il servizio offerto dal nuovo centro unico di cottura non è migliore rispetto ai cibi che venivano forniti negli anni passati. Le pietanze arrivano spesso scotte a scuola; in una settimana capita di mangiare lo stesso piatto per più giorni. Vogliamo una mensa di qualità e vogliamo ridiscutere sul costo dei buoni pasto». Il tam tam passa su facebook dove sul gruppo "Protesta buoni pasto Lucca" i genitori lasciano commenti, informano gli altri di come sta andando l'iniziativa nella propria scuola e spronano chi ancora non ha preso parte a protestare. Il gruppo sta riscuotendo notevole successo ed è diventato luogo di incontro e di organizzazione per le famiglie delle varie scuole. «Continueremo a farci sentire - scrivono - e continueremo a premere perchè l'assessore e il sindaco accettino di incontrarci e di discutere». Intanto è stata lanciata una proposta concreta: il ritorno delle commissioni mensa formate da genitori in tutte le scuole.
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