Finanza
Pd allattacco: «Penalizzate le famiglie»
Il Comune: «A Lucca si paga meno che altrove»
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LUCCA. «Da un'indagine conoscitiva attuata dagli uffici comunali, emerge che il buono pasto seppure nella fascia massima (senza esenzioni) attuata a Lucca, è fra i più economici della Toscana, soprattutto nel rapporto qualità prezzo: fra le città a noi vicine, infatti, con servizio paragonabili a quello di Lucca, risultano più care Livorno (5,06 euro a pasto), Pisa (5,50) e Siena (5), Pistoia (4,50), Viareggio (4,26) e Lucca e Massa (4,40 euro a pasto)». Lo afferma una nota dell'amministrazione comunale, nei confronti della quale si registrano però critiche da parte del Pd, i responsabili del settore scuola Luca Baccelli e Giulia Carignani, contestano la posizione dell'assessore Donatella Buonriposi che parla di atteggiamento pretestuoso da parte degli organizzatori della protesta. «La reazione - dice il Pd - monta dalla primavera: l'anno scolastico si è chiuso con genitori e bambini a manifestare. L'iniziativa dei consiglieri di opposizione ha permesso di correggere alcune storture, come la pretesa di far pagare anche per i giorni di assenza. Ma i parametri cervellotici aggiunti all'indicatore Isee hanno portato di fatto ad un aumento generalizzato del prezzo dei buoni-pasto, fino a 4,40 euro l'uno, per una spesa totale di 100 euro al mese a bambino. E soprattutto l'assessore ci dovrebbe spiegare una cosa: con il centro unico di cottura i costi per il Comune sono aumentati, e molti genitori lamentano un peggioramento della qualità dei pasti. Allora, dove sono i meriti suoi e dell'amministrazione? È troppo chiedere un controllo effettivo sul servizio, o conta solo il suo giudizio a priori? Buonriposi, nonostante la sconfessione in consiglio da parte del sindaco, dice che per un incontro con i genitori "non c'è urgenza". Intanto rimangono i gravi problemi dell'edilizia scolastica, che coinvolgono la sicurezza degli alunni, la scarsità delle risorse per il funzionamento, l'insufficienza dei posti nelle materne e negli asili-nido. Neppure un mattone è stato spostato per dare aule decenti ai bambini della materna di Tempagnano inagibile. «E del "patto per la scuola", proposto dalla rete dei consigli di circolo e di istituto e richiesto all'unanimità dal consiglio comunale non c'è traccia. La scuola è tutto meno che una priorità per la traballante giunta Favilla, in tutt'altri affari affaccendata. Fino a quando?».
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