Sicurezza
«Una iniziativa pretestuosa»
N.D.
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Il sopralluogo di assessore e consiglieri al centro cottura L'assessore: «Servizio migliore, il prezzo resta»
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LUCCA. «Pretestuosa». Così l'assessore alla pubblica istruzione, Donatella Buonriposi, commenta la protesta dei genitori contro le nuove tariffe dei buoni pasto. Che, di sicuro, non verranno modificate di una virgola fino al prossimo anno e al prossimo bilancio. «Credo - dice l'assessore - che mandare i propri figli a scuola con un panino invece che mandarli a mensa sia un po' pretestuoso. E anche paradossale: il Comune si è impegnato per realizzare il nuovo centro di cottura, in modo da migliorare il servizio e pensare il più possibile al bene dei bambini, e i genitori che fanno? Fanno mangiare ai bambini un panino, una scelta di certo non salutare. «Inoltre la questione dei buoni pasto non riguarda solo me, ma anche l'assessore al bilancio. Proprio per questo non ci sono margini per cambiare il costo dei buoni pasto. Poi dal prossimo anno tutto è possibile e potremmo tornare a discuterne, in modo collegiale con tutta la giunta e il sindaco. Esattamente come è stato fatto per l'introduzione dei nuovi parametri e dei nuovi prezzi. «Credo di aver offerto un servizio importante, - continua l'assessore - con la realizzazione del centro unico di cottura. Questo è il risultato principale. Per quanto riguarda un possibile incontro con i genitori vedremo: non c'è urgenza. Anche perchè, ripeto, le tariffe non potranno essere modificate fino al prossimo bilancio:dobbiamo rispettare i conti appena approvati». Tacciono, per il momento, le forze politiche e i gruppi consiliari di maggioranza e opposizione, che pure avevano dato battaglia in commissione prima che la delibera sugli aumenti fosse poi approvata. Nessuno - nemmeno tra i rappresentanti dell'opposizione - che proponga una verifica sul campo della qualità del servizio, nessuno che si prenda la briga di verificare se la protesta è davvero pretestuosa o se ci sono reali problemi, non solo per i costi aumentati. Ma in questo caso non sono in gioco poltrone, incarichi e prebende. Si tratta solo di problemi veri di centinaia di famiglie. Perché i politici dovrebbero interessarsene? Le elezioni, sembra, non sono più così vicine.
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