Il Tirreno

Lucca

Il direttore sanitario difende il reparto

«Restano punti critici, ma stiamo migliorando le prestazioni»

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 LUCCA. La riorganizzazione del settore radiologico ha portato alla riduzione delle liste d'attesa. Lo dice il direttore sanitario Lisandro Fava, confermando il totale appoggio dell'azienda all'operato del primario di radiologia, Angelo Marrone, fautore di questo sistema che non piace ai sindacati.  «Oggi i tempi di attesa - sostiene Fava - per la stragrande maggioranza degli esami radiologici sono al di sotto di quelli sotto osservazione dalla Regione. Per una risonanza al ginocchio si attendono 10 giorni, per un'ecografia all'addome 20, per un ecocolordoppler dei tronchi sovraaortici 15 giorni, per una Tac al cranio 7».  Resta critica, invece, la situazione delle mammografie. «Ogni anno - spiega Fava - vengono effettuati circa 9 mila esami. Ci sono poi le urgenze e le centinaia di prestazioni eseguite per i pazienti oncologici. Ciò riduce gli spazi per le altre mammografie, per le quali c'è un attesa di 65 giorni».  Il direttore sanitario ammette, comunque, l'esistenza di punti critici. «Ma - puntualizza - spesso sono ad alto rischio di inappropriatezza». In sostanza derivano da richieste di esami inutili. «In ogni caso - continua Fava - stiamo lavorando. È già migliorata l'attesa degli interni, visto che per una risonanza magnetica oggi è di un giorno, per una tac è di 3 giorni. Ancora qualche problema, invece, nella riconsegna dei referti che in alcuni casi si prolunga».  Tra le critiche, anche quella su un presunto privilegio delle prestazioni interne: «Non ci sono preferenze - spiega il direttore sanitario - ma soltanto l'esigenza di fornire la risposta più adeguata possibile alle problematiche cliniche, utilizzando ad esempio la Tac piuttosto della risonanza magnetica o viceversa, con i tempi più rapidi possibili».  A conferma dell'impegno dell'azienda sanitaria, il direttore fornisce poi i dati del 2009, che evidenziano come il volume d'attività della radiodiagnostica per immagini sia aumentato rispetto all'anno precedente, con oltre 173mila prestazioni contro 166mila, quasi 124mila esami effettuati per gli esterni contro i 120mila del 2008 e circa 50mila interni contro i 47mila del 2008. «E i dati del 2010 - puntualizza Fava - confermano questa tendenza». In sostanza, l'ospedale copre il 55% delle prestazioni, le strutture private convenzionate il 33% e i privati il resto. P.T.

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