Proteste
È un rischio attraversare a piedi
Domenico Tani
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Traffico caos nella zona di Montescendi (Vip) Alta velocità, pochi cartelli: è un dedalo la zona di Montescendi
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LUCCA. È una protesta che va avanti da decenni. La stanno sostenendo gli abitanti della zona tra il Montescendi e Monte San Quirico. Due punti dove si intrecciano una serie di strade, una sorta di dedalo segnalato approssimativamente, dove si sono verificati migliaia di incidenti, tra cui alcuni mortali. E un accartocciarsi di lamiere quasi quotidiano. La gente è stufa e sfiduciata, perché in tutti questi anni è stato fatto molto poco, qualcuno dice addirittura niente, per la sicurezza soprattutto delle fasce più a rischio. Come i pedoni di ogni età e i ciclisti. «Questo tratto di strada - esordisce Simone Serafini del salone di parrucchiere per signora al Montescendi - è molto pericoloso perché manca una segnaletica seria che metta in guardia gli automobilisti a cosa vanno incontro. Fortunatamente i pendolari che transitano tutti i giorni procedono abbastanza lentamente». «Viviamo come prigionieri in casa - dice Cristina Fabbrini, che abita proprio sull'angolo di Borgo Giannotti - e quando passano i mezzi pesanti la casa trema e le crepe sui muri non si contano più. Quando devo attraversare l'intreccio di strade con i bambini per raggiungere il parco fluviale è sempre un'avventura». Le proteste si sprecano. «L'unica fortuna - incalza Antonio Martellacci dell'autofficina Eurorepar - è che ci sono sempre le code e i mezzi procedono lentamente. La pericolosità però resta alta. A poche decine di metri da noi un pedone fu travolto e ucciso da un Tir». La situazione non è migliore sull'altra sponda del Serchio, dove la strada prosegue verso il Morianese e la Valfreddana con la possibilità di girare a sinistra in direzione di S. Alessio. Un punto cruciale: le auto provenienti dalla città sfrecciano veloci invogliate dalla discesa del ponte, mentre quelle che procedono in direzione opposta sono invogliate a correre dal rettilineo che dalla pizzeria El Paso arriva fino alla curva che inbocca verso il ponte. Il terzo incomodo viario è la strada che proviene da S. Alessio. La segnaletica è quasi inesistente o non ben segnalata. L'automobilista che proviene da S. Alessio ha la precedenza su quelli che arrivano dalla Valfreddana e così si vengono a formare grovigli di auto. «Ci vorrebbe una rotonda al bivio per S. Alessio - dice Giampiero Da Valle della pizzeria Zio Jo - ma purtroppo non c'è lo spazio. Abbiamo chiesto che mettano dei dossi e una segnaletica adeguata, ma nessuno fa niente». Problemi non da poco per i pedoni. «Se cerchi di attraversare sulle strisce - aggiunge Romana Gianni del negozio di parrucchiera per signora Marylin - non si ferma nessuno. È una vergogna e quando esco con la bimba di 18 mesi in carrozzina è sempre un'avventura». Le proteste finora non sono servite: «Anche la circoscrizione ha cercato di intervenire - conclude Annarita Natalini della tabaccheria ricevitoria Antonella Bianchi - ma non è stata trovata alcuna soluzione. Ci vorrebbero almeno dei dossi, solo così si può riuscire a rallentare il traffico».
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