Toscana
Sciopero del panino contro il caro mensa al via nelle primarie
Nadia Davini
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LUCCA. Panino day ovunque. È questo l'obiettivo del comitato buoni pasto, nato per protestare contro gli aumenti della mensa. Ed è questo ciò che si verificherà oggi e domani nelle scuole materne ed elementari della città. Invece che consegnare il buono pasto per andare a mensa, i bambini tireranno fuori dallo zaino il panino. Ed inizieranno a mangiarlo in classe, in segno di protesta contro gli aumenti, ritenuti "ingiusti" e "iniqui" da molti genitori lucchesi. L'adesione è tutta da verificare e da seguire minuto per minuto: certo è che molto dipende dalle famiglie, da come riescono a creare mobilitazione all'interno delle scuole e, in alcuni casi, dalla partecipazione o meno degli insegnanti. Di sicuro il tam tam è partito: per email, attraverso volantinaggi ripetuti davanti gli edifici scolastici, sul gruppo Facebook "protesta buoni pasto Lucca", per telefono e nelle assemblee. San Vito, San Pietro a Vico, San Cassiano, Ponte a Moriano, Santa Maria del Giudice, Sant'Anna, San Donato sono scuole già sensibilizzate. Le altre devono ancora decidere sulla sperimentazione. Scuola col tempo pieno o con il rientro pomeridiano solo due volte a settimane: poco importa, l'importante è far sentire il malessere delle famiglie rispetto alle nuove tariffe, creare disagio. E attirare l'attenzione. «Il disagio ci sarà di sicuro - dicono i genitori - non dare il buono pasto significa creare un problema al Comune da un punto di vista strettamente economico». La questione non è sulla mensa in se stessa. Ma sulla qualità, sul servizio e sui costi. «Siamo per la mensa a scuola - continuano - vorremmo però un servizio di qualità e responsabile. Con cibi biologici. filiera corta. Pasti che cambiano ogni giorno. Nella stessa settimana i nostri bambini hanno mangiato per tre volte la frittata: la cosa è discutibile». La questione più grossa, comunque, resta quella dei buoni pasto. «Le tariffe stabilite - scrivono su Facebook - "sono ingiuste. Da 3,10 euro siamo passati a 4,10, attraverso indicatori di benessere distorti. La maggioranza delle famiglie lucchesi supera le soglie minime fissate e non certamente perchè sono benestanti o prive di problemi economici». Due giorni di protesta, oggi e domani, in modo che tutte le scuole possano aderire. In attesa, poi, di ricevere notizie dall'amministrazione. Intanto è stata protocollata in Comune la richiesta del comitato per un incontro pubblico con la giunta (in particolare con l'assessore alla pubblica istruzione, Donatella Buonriposi e con il sindaco, Mauro Favilla) per rivedere il prezzo del buono pasto, abolire gli indicatori di benessere iniqui e creare un tavolo di confronto permanente sulla scuola pubblica. Di sicuro c'è che la protesta verrà ripetuta nel corso di questo anno scolastico.
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